Archivi autore: Francesca Gazzaniga

Viaggio in Tanzania

Racconto di viaggio di Claudio Pilenghi (Tanzania 2009)

“… scusami Luisa (ViaggieMiraggi) quanto hai detto che ci fermiamo a Kigwe? Cinque  giorni???? Ma non c’è nulla (ndr)!”. Respiro profondo. “Va be’ dimmi dove posso acquistare dei cartoni di birra e poi avranno pure un distillato di baobab o qualche intruglio locale”. Dopo un’ora rientro con i viveri di conforto. “Perfetto, trovato tutto, dov’è il frigo? Cosaaaaaaaa!!!!!! Non c’è corrente elettrica e quindi… birra calda.” Appoggio i cartoni e chiedo dov’è la doccia. “Sì ho capito, non c’è l’acqua calda, ma sai a 35 gradi non è così indispensabile…ah non c’è proprio l’acqua…bisogna andare al pozzo con i secchi!!!Lo sapevo, dovevo andare a Formentera col Club Med!” (all inclusive, cuba libre come se piovesse e…qui devo dividere la camera con Maurizio) .

Questo in estrema sintesi e un po’ romanzato il mio approccio con Kisedet nell’agosto del 2009. Poi…
- le prime chiacchierate con Giovanna, Nino, Paolina, John (che ci sorride da lassù);
- le visite ai progetti;
- una marea di bambini che cantano per noi (abbiamo pianto tutti, ma per colpa di BK che ha ceduto per prima);
- la partita di calcio contro le pantere del Teacher;
- le cene al lume di lanterna , la birra calda ( dopo le prime due si apprezza il gusto pieno del malto);
- il cielo stellato,  Ilaria che ci spiega le costellazioni (ho visto anche quella del luppolo ma non sono riuscito a documentarla chiaramente);
- Maurizio , grande compagno di viaggio;
- Le albe , i tramonti , i tamburi , i balli e soprattutto ……il sorriso dei Tanzaniani, di tutti intendo non solo dei bambini, vivono con poco più di due dollari al giorno, sono sereni e prendono quello che la vita dà loro senza tante menate.

Perché l’Africa ti resta dentro?
Non ne ho idea, so solo che quando siamo partiti da Kigwe (altre lacrime), tutti noi viaggiatori avevamo dentro la voglia di fare qualcosa, ci siamo impegnati a versare una quota per Shukurani (casa accoglienza) di Dodoma, lasciando a Gio e Nino il compito di gestirla .

Io poi volevo fare qualcosa di più, ci ho pensato parecchio, ho deciso di diventare socio e di entrare in questo gruppo, ho letto mail, mi sono informato, ho conosciuto i fondatori ed ho percepito il momento fondamentale che si sta attraversando.

Di seguito vi riporto una serie di considerazioni, ragionamenti ad alta voce se preferite.

A Kigwe c’è entusiasmo in Italia un po’ meno.
Per capire cos’è Kisedet bisogna andarci.
La realtà italiana si è trasformata da un gruppo di amici in qualcosa di più complesso sul territorio con tutte le problematiche logistiche che ne seguono.
Tutto quello che è stato fatto a Kigwe è merito vostro, è un peccato che tanti di voi non ci siano mai stati.
Quindi probabilmente il gruppo ha bisogno di nuove energie e si deve dare giocoforza una struttura più multimediale e integrata (email – skype …). Questi strumenti multimediali sono di fondamentale importanza, ma non c’è nulla come il contatto diretto.  Bisogna incontrarsi, conoscersi, parlarsi, vedersi almeno 2 o 3 volte all’anno. Chi si impegna da  tanti anni ha il diritto di fare un passo indietro, sono certo che i fondatori saranno lieti di dare una mano ai nuovi incaricati. Chi vuole essere socio attivo e si prende degli impegni deve portarli avanti, compatibilmente con cosa la vita gli riserva, non deve valere la teoria “sono un volontario, faccio un po’ quello che mi pare”. Detto questo, sono disponibile ad assumermi delle responsabilità all’interno del gruppo, ne parleremo durante l’assemblea .
Col motto “Una Tinca un Voto, Claudio for President, anche Vice President” lancio ufficialmente la mia candidatura  (scusatemi ma una sciocchezza la dovevo dire).

Grazie a tutti per l’attenzione , un abbraccio
Claudio

PS: poi le elezioni le ho vinte e adesso sono presidente del gruppo

Info : www.kisedet.org
gruppotanzaniaonlus@libero.it
Cell . +39 333 35946876

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Ricicletta solidale

(continua…)

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F.R.A.M.E. Project

ViaggieMiraggi partecipa al progetto Fair and Responsible Action in the Mediterranean Area (continua…)

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La mia esperienza marchigiana: territorio, persone, esperienze, economia solidale

Racconto di viaggio di Diana Severati

Quattro giorni di tour alla scoperta di una rete locale di persone e progetti. Un’occasione per vivere  ogni momento apprezzando le cose semplici e scoprendo l’importanza delle relazioni. Il viaggio non termina qui, il valore aggiunto è mantenere una relazione con il territorio, a cominciare dallo scambio e diffusione delle buone pratiche.

Giovedì 2 Giugno 2011

Arrivo all’ora di Pranzo a Jesi, dove mi aspetta Consuelo, referente Viaggi e Miraggi Marche e guida della mio viaggio dii scoperta nelle Marche tra territori, persone, iniziative e progetti.

Lascio lo zaino all’Ostello Villa Borgognoni, gestito dalla cooperativa sociale Zanzibar,  per entrare nel vivo dell’esperienza con il pranzo alla Locanda della Posta. E faccio la mia conoscenza con i vincisgrassi .

Dopo pranzo andiamo a completare la spesa per la cena all’ostello con qualche acquisto presso l’azienda agraria Trionfi Honorati, che si caratterizza per il modello virtuoso che mira all’autosufficienza energetica nel rispetto dell’ambiente.
E arriva il momento di visitare la città di Jesi e alcuni musei. La prima tappa è lo Studio per le Arti della Stampa per poi proseguire con la visita al Palazzo della Signoria e alla Biblioteca Planettiana e infine alla Pinacoteca Civica e Galleria Contemporanea. Al termine della passeggiata per le strade e i vicoli del centro storico prima di rientrare in ostello per cena ci concediamo una pausa bevendo un “bianco popolare” presso La Tartaruga Magica.

Venerdì 3 Giugno 2011
Risveglio e colazione a Villa Borgognoni a Jesi, ascoltando il cinguettio degli uccelli nel parco. Relax, e poi con calma partenza per Morro d’Alba dove mi attende la degustazione della Lacrima di Morro d’Alba presso l’azienda agricola Lucchetti. Esperienza magica, note indimenticabili. Passeggiata nel borgo medievale di Morro d’Alba, detto “la scarpa”. Pranzo all’osteria da Galià, in località Vaccarile di Ostra, un posto semplice e dai sapori rustici e genuini: la specialità è la carne alla brace. Ci dirigiamo verso Serra de’ Conti e sulla strada ci fermiamo alla Casa di terra, una piccola abitazione di terra e paglia risalente ai primi del XX secolo, ora ristrutturata dal comune di Ostra V.

Arriviamo a Serra de’ Conti ed entriamo nel centro storico. Camminiamo per la via principale ed ad una certo punto c’è la mamma di Consuelo che ci saluta dalla finestra della casa di un amico, che ci invita a salire e ci offre un gradevolissimo bicchiere di orzo freddo, da orzo di produzione propria e tostato in casa. E fra di me penso a come questa accoglienza ed ospitalità spontanea nelle grandi città si sia persa, sostituita dalla diffidenza e dalla fredda frenesia della vita metropolitana che toglie spazio alle relazioni.

Proseguiamo la nostra passeggiata per Serra de’ Conti, fermandoci di tanto in tanto ad ammirare il panorama, e arriviamo al Museo delle Arti Monastiche, sotto la sede del municipio, che una volta era un convento francescano.

Entrando nel museo non si è semplici visitatori ma, attraverso un percorso teatrale audioattivo si diventa protagonisti della realtà che le Stanze del tempo sospeso racchiudono in sé, spaccati di vita del monastero e oggetti della vita quotidiana continuano a vivere in un passato che diventa presente agli occhi di chi varca l’ingresso della sede espositiva. Bellissimo, incredibile, un paio d’ore in una dimensione incantata. E a pochi passi c’è il Monastero di Santa Maria Maddalena, dal quale provengono gli oggetti, dove vive ancora una piccola comunità di suore di clausura.

Lasciamo a Serra de’ Conti per andare a Barbara, dove un contadino con la passione dell’arte ha collezionato una serie di tronchi lavorati dai quali ha ricavato sedie, tavolini e tavoli e ha raccolto una serie di vecchi oggetti, più o meno inconsueti, bizzarri ed estrosi, facendo di una casa un museo, in attesa di veder realizzato a pochi metri, su un terreno di proprietà, un museo della civiltà contadina, al momento in fase di costruzione.

Ci attende una serata al B&B Raggio di Luna a Scapezzano di Senigallia con  cena conviviale insieme ai membri del GAS (Gruppo d’Acquisto Solidale) Misa Nevola. Prima di cena, per la quale ognuno ha portato qualcosa da condividere, passeggiata al tramonto nella campagna circostante per ascoltare i canti degli uccelli nel silenzio della natura.
A tavola si parla di agricoltura biologica, di commercio equo e solidale e di coltivazione della canapa per uso tessile e alimentare, tra opportunità e difficoltà. Dopo sera osservazione delle stelle, con un esperto di costellazioni.

Sabato 4 Giugno 2011

Si parte per la Gola del Furlo. A Cagli incontriamo, Renato, la nostra simpaticissima guida naturalistica il cui accento che ho particolarmente notato mi ha confermato che eravamo usciti dalla provincia di Ancona e siamo entrati in quella di Pesaro Urbino.

Arriviamo alla  Riserva del Furlo e facciamo una passeggiata lungo il fiume fino alla galleria romana e osserviamo i nidi delle aquile sulla parete di fronte.  La seconda parte della camminata è il sentiero delle biodiversità che si conclude con un belvedere. Un assaggio di un luogo nel quale ritornare per percorrere i numerosi itinerari presenti.

Ci trasferiamo a Urbino dove ci aspetta Fausto, allevatore e proprietario dell’agriturismo La casa nel tufo. Dopo un pranzo veloce nella piazza del parcheggio saliamo su ad Urbino per visitare la Galleria dell’Altraeconomia nel cortile del Collegio Raffaello in piazza della Repubblica (ero stata ad Urbino nell’ormai lontano 2001 ma quello spazio non esisteva e anche il cortile era chiuso e inutilizzato), realtà della quale Renato e Fausto sono tra i protagonisti. Diversi soggetti e diverse esperienze si stanno mettendo in gioco per costruire una rete locale di economia solidale, anche ad Urbino.

Ci spostiamo ad Urbania per seguire l’interessante convegno “Costruire il dialogo interculturale nella società italiana: quali strategie, proposte ed azioni a livello locale?” organizzato dall’associazione Talitha Koum Camerum Onlus per poi andare a cena ospiti di Fausto all’agriturismo La casa nel tufo. Prima di cena andiamo a visitare Il giardino delle rose perdute (in loc. Maciolla) realizzato da Rosetta, che ha collezionato più di trecento varietà di rose antiche attraverso una ricerca in luoghi abbandonati e vecchi cimiteri.
Gustiamo un’ottima cena a Km zero a base di prodotti biologici dell’azienda agricola stessa o dei produttori che forniscono la Galleria Ae. Tra cibo e chiacchere la serata vola e ci ritroviamo a visitare la stalla che è già mezzanotte: indimenticabile la scena del vitellino nato proprio qeul giorno che cercava il latte dalla mamma. Ed è ora di fare ritorno a Jesi.

Domenica 5 Giugno 2011

La scelta per la mattinata libera cade sul Loreto, con una visita al Santuario della Madonna Nera. Ritorniamo a Jesi. Il  pranzo, presso il ristorante Il Bucatino, conclude la bellissima esperienza.

Grazie Viaggi e Miraggi Marche!

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Velum Madagascar

La freccia direzionale che appare sul display collocato sul retro del sedile di fronte mi indica che ci siamo. Antananarivo. (continua…)

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Hello Cambogia

Un paese mai visitato è un’incognita per quanto ci si possa informare, leggere, vedere…rimane un punto esclamativo dentro di noi..finchè non ci sbatti fisicamente il corpo…. (continua…)

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