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Racconto “on the road” dal mare al Gran Sasso

Abruzzo | Racconto “on the road” dal mare al Gran Sasso

13 giugno 2018

Un articolo a cura di Paolo Patuzzo

Paolo Patuzzo

Fare turismo responsabile significa anche dare ai viaggiatori un’attenzione speciale, consentendo loro di partire per una meta desiderata anche in un periodo diverso da quello in cui ci sono gruppi in partenza. E’ stato il caso di Paolo, che ha scelto, con la sua compagna, di scoprire l’Abruzzo tra una primavera che tardava ad arrivare nell’entroterra montano e un’estate già iniziata sul litorale. Vi proponiamo il suo racconto di viaggio, sperando di suscitare in voi curiosità e stupore attraverso parole, sensazioni ed immagini.

 

Bassa Veronese. Maggio 2018.

Il meccanico continua a ripetermi:

“Ma ndo vuto ndar?”

Mi sta rimettendo in sesto un Fiat Doblò da lavoro abbandonato da qualche tempo nel cortile dell’officina. 200000 km. A metano.

“Vai Giorgio! Tra una settimana mi serve il furgoncino in strada.”

L’idea è di camperizzarlo per poterci dormire in due, avere una dispensa, un fornelletto, un tavolino, due sedie. Maneggevolezza di un auto e lo spirito d’adattamento di un ventenne. Trentenne dai.

Destinazione Abruzzo.

La sera prima della partenza facciamo un piccolo rinfresco con parenti e amici, tra cui un prete che ci benedice il mezzo con un ramoscello di rosmarino e dell’acqua minerale.

Foto di Paolo Patuzzo

Giro la chiave, il Doblò parte.

Dopo una manciata di km, davanti a noi il cartello Marche barrato con sotto la scritta Abruzzo.

Fino a Pescara la costa è piuttosto urbanizzata ma con piacevoli sorprese come a Pineto, località con strutture alberghiere poco arroganti e una pista ciclabile che conduce fino all’Area Marina protetta Torre del Cerrano.

Qui si difende la conformazione originale della costa, ovvero dune di sabbia, mare e pineta. Dopo varie abbuffate di pesce decidiamo che è il momento di addentrarci.

La prima tappa è Lanciano, provincia di Chieti. 15Km dalla costa.

Questo borgo è solo un aperitivo dei posti più o meno abitati che troviamo lungo lo zigzagare abruzzese. Ognuno di questi paesi potrebbe concorrere e vincere tutti quei contest di Italia Bella, Provincia Deliziosa, Borghi Clamorosi (i nomi di questi contest sono inventati).

A Fara S.Martino ci sono gole che ti fanno sentire piccino, a Palena sono tutti accoglienti e preparano dei dolci buonissimi. Il bocconotto è balzato istantaneamente a mio dolcetto preferito.

A Pettorano sul Gizio si può rimanere giornate intere nella piazzetta ad ammirare la vallata sottostante. Sulmona è una piacevolissima cittadina dove far scorpacciate di confetti. Il borgo di Pescocostanzo e poi Campo Giove, un altopiano western, degno vicino del maestoso Campo Imperatore.

E poi montagne, montagne, montagne.

Pescocostanzo- Foto di Paolo Patuzzo

Arriviamo finalmente ad Anversa degli Abruzzi dove Manuela ci ospita alla Porta dei Parchi, un bioagriturismo/fattoriasociale/cooperativa sul terrazzo dell’Abruzzo.

“Qui vivono due abitanti per km quadrato. Ci pensi? Per sopravvivere abbiamo dovuto creare una rete tra i pastori così da avere più forza sul mercato. Con gli anni ci siamo ampliati, risalito la filiera e ora come cooperativa abbiamo pure un caseificio ed esportiamo anche oltre oceano”

Scherzando propongo a Manuela: “Volete qualche migliaio di turisti di Venezia che lassù abbondiamo? Un paio di navi da crociera al mese? ”

Anversa degli Abruzzi (AQ). Foto di Paolo Patuzzo

Nella bottega si possono acquistare inoltre lana a km0, cereali, legumi, miele. Spesso vengono scolaresche per fare laboratori. La sera in compagnia di Manuela ceniamo così da provare i prodotti della cooperativa. Gli gnocchi del pastore hanno vinto qualche premio mi dice il cuoco ma ciò che adoro è una raggiera di formaggi di pecora che partendo dalla ricotta si arriva a gusti più duri.

“Un paio di volte l’anno facciamo la transumanza verticale con pastori e pecore. Dovreste provarla. Un’esperienza veramente forte.”

“Giorgia, segnala sull’agenda”, le dico.

La vera sviolinata però la facciamo a Castrovalva, un borgo di 8 abitanti frazione di Anversa, incastonato su uno sperone di roccia. Non si capisce come faccia a rimanere lì appesa.

Escher, un artista olandese, nel maggio del 1930 rimane molto colpito da questo borgo e dalle angoscianti Gole del Sagittario. Se si passa da Washington si possono ammirare le litografie della sua esperienza abruzzese.

Castrovalva. Foto di Paolo Patuzzo

L’Aquila è ancora ferita. Già da lontano si vedono svettare le gru. Il centro storico è un cantiere e un via vai di operai. Alessia, un’amica e collega, ci racconta un po’ di storia recente e di come puntualmente i terremoti ogni 300 anni circa cambino l’architettura della città consentendo anche di svelare tesori nascosti. Una cosa è rimasta però. Il caffè col torrone. Lo beviamo in un bar che, finché viene risistemata la sede storica, trova ospitalità in un altro edificio. Salutiamo Alessia e il Doblò si rimette in marcia. A Teramo facciamo metano. Percorriamo una strada secondaria che va verso Ascoli e dopo qualche giorno e qualche altro pieno di metano siamo di nuovo nella pianura padana.

L’Aquila. Foto di Paolo Patuzzo

Non eravamo mai stati in Abruzzo. Tra i nostri conoscenti solo un paio vengono spesso da queste parti. L’Abruzzo si trova in una posizione strana per i veneti. Se vogliamo la montagna abbiamo le Alpi a due passi. Il mare pure. E se proprio si scende l’Adriatico si arriva in Puglia.

Proveremo a far loro cambiare idea!

A ViaggieMiraggi ci piace così tanto l’Abruzzo che la pagina web quasi non riesce a contenere tutte le proposte di viaggio.

www.viaggiemiraggi.org/viaggi/abruzzo/