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Come nasce il nostro viaggio in Andalusia e Marocco, zaino in spalla

Marocco | Come nasce il nostro viaggio in Andalusia e Marocco, zaino in spalla

10 settembre 2018

Un articolo a cura di Paolo Patuzzo

Paolo Patuzzo

È il 2008. Estate.

Un caro amico mi telefona. “Patu, vai a casa dei miei. Fatti dare la mia auto, recuperami la tavola da surf e portami il tutto a Conil de la Frontera”.

L’amico Iso sta lavorando presso un campeggio non troppo lontano da Cadiz, sulla costa andalusa, e vuole macchina e surf per godersi le bellissime onde di quel tratto di mare nei suoi giorni liberi.

A questa avventura si aggiungono altri due amici e in una settimana, rocambolescamente, raggiungiamo Tarifa, vicino Gibilterra.

Il cielo è terso e mentre sorseggiamo una birra freschissima dalle parti del porto, riusciamo a vedere addirittura il Marocco. Pure il telefono prende già compagnie marocchine.

“Laggiù c’è Tangeri” mi dico. Nella testa si formano visioni dettati da stereotipi, film, racconti di chi c’è già stato, letture.

Nel 2010, più o meno con gli stessi amici, prendiamo un volo per Fes. Appena usciti dall’aeroporto ci rendiamo conto che rispetto alla distanza percorsa il livello di esotismo è molto alto. Il nord Africa è a due passi dall’Europa ma sembra che quel piccolo tratto di mare renda le differenze abissali.
Per una decina di giorni girovaghiamo per villaggi berberi, souk, concerie e foreste di cedri.

2018. Qualche mese fa, la mia coinquilina torna a casa dopo una settimana nel sud della Spagna. A tavola mi parla un po’ dei posti visitati e allora mi torna in mente quella birretta fresca a Tarifa. Mi torna in mente la sagoma del Marocco all’orizzonte.

Il giorno successivo la gioiosa macchina organizzativa ViaggieMiraggi si mette in moto e nasce un nuovo viaggio. Grazie alla Cooperativa Askidae Bila Hououd (Amici Senza Frontiere) mettiamo in piedi una grande avventura “zaino in spalla” che parte da Siviglia, attraversa il Mediterraneo, sbarca a Tangeri, passa per la città blu Chefchaouen e arriva a Fes.

Siccome ci conoscete, sapete che una parte molto importante sono le visite ai progetti sociali che contraddistinguono la nostra cooperativa oltre ovviamente a un bel po’ di km macinati su bus e taxi collettivi.

La nostra cooperativa di turismo responsabile è presente da molti anni in Marocco e insieme ad altre associazioni e cooperative marocchine promuoviamo lo sviluppo sostenibile di territori svantaggiati attraverso attività sociali produzioni equo-solidali, accoglienza di piccoli gruppi di Viaggiatori in famiglie o riad locali.

A Tangeri sosteniamo un’ associazione di mamme single che si stanno formando al lavoro della tessitura.

A Chafchouen alcuni agricoltori biologici locali hanno attivato circuiti di ristoranti “Dalla Terra alla tavola”.  Certamente non mancherà l’appetito quando ci siederemo ad assaggiare le prelibatezze del luogo in uno di questi ristoranti…

Il giorno prima di lasciare il Marocco, avremo inoltre un bellissimo incontro con un’ associazione di sviluppo rurale, sulle montagne dalle parti di Taza. Qui si fanno corsi di alfabetizzazione e si cerca di emancipare economicamente le donne attraverso la tessitura di tappeti e la preparazione a mano del cous cous, come vuole la tradizione.

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