India cibo e cultura

Che cosa si mangia in India?

La cucina indiana è estremamente variegata e cambia forma anche solo spostandosi di quartiere, città o Stato. Inoltre, ogni religione, essendo sottoposta ad alcuni divieti, ha una cucina propria: gli indù non mangiano carne bovina, i musulmani maiale e non possono bere alcolici e, infine, molte comunità del sud sono completamente vegetariane.

Nell’India del nord si consumano cereali, pane roti, molta carne e si impiegano numerose spezie, moderatamente piccanti.

Nell’India del sud si consuma meno carne ma molto riso, accompagnato quasi sempre da curry piccanti, come ad esempio il thali 

La tipica colazione indiana è a base di idli (frittelle di riso cotte al vapore), laddu (palle di farina di ceci, latte condensato, uvetta e zafferano), kashmiri biryani (macedonia di frutta con riso) e sambar dal (sorta di minestra acida a base di verdure e lenticchie).

Piatti tipici

Biryani: frutta secca, riso speziato e carne, generalmente pollo

Pulao: riso con curry e zafferano insieme a fagioli, lenticchie, cipolle e carne

Tandoori: pollo, montone o manzo cotti al forno, marinati in yogurt aromatizzato con erbe e, talvolta, cetrioli

Pakora: antipasto di fritture (di verdure, formaggio, funghi) fatte con pastella di ceci

Thali: riso bianco, pane indiano, spezzatino con salsa curry e verdure

Malai Kofta: polpette di formaggio e patate

Pane indiano: roti (non lievitato, composto di farina integrale e acqua, cotto sul forno), chapati (non lievitato, fatto con farina di frumento, cotto sulla tawa), puri (pane fritto)

Bevande

La bevanda nazionale dell’India è il chai (tè), preparato con latte, zucchero, cardamomo, cannella, chiodi di garofano e zenzero. Ma ovunque è possibile gustare un succo di frutta fresco di frutta di stagione, latte di cocco, succo ricavato dalla canna da zucchero.

Viaggi in India, quando andare? Periodo migliore

In India l’anno è caratterizzato da tre stagioni climatiche: la stagione calda, quella umida e quella fresca. In generale il periodo migliore per fare un viaggio in India è l’inverno (da novembre a febbraio).

Nelle pianure settentrionali il caldo inizia a febbraio e verso aprile-maggio diventa insopportabile, con temperature intorno ai 45°C o più. Alla fine di maggio si avvertono i primi segni dei monsoni: elevato tasso di umidità, temporali brevi e improvvisi, violente tempeste elettriche durante le quali si passa improvvisamente dal giorno alla notte.

Nei mesi di luglio ed agosto le temperature cominciano lentamente a scendere, mentre permane un alto tasso di umidità. In questo periodo le quotidiane e ripetute precipitazioni arrivano all’improvviso, hanno una durata media di cinque-dieci minuti, dopodiché torna a splendere il sole, mentre si può godere del fresco portato dalle piogge.

In Kerala quando andare?

Il clima nelle zone del sud è tropicale monsonico: i monsoni di sud-ovest portano le piogge nei primi giorni del mese di giugno, protraendosi fino a tutto agosto e parte di settembre; segue un periodo con temperature non eccessivamente alte, finché il monsone di nord-est riporta le nubi cariche di pioggia verso la fine di ottobre e novembre. Poi il clima si fa secco e caldo. Il periodo migliore per visitare il Kerala è tra agosto e settembre, quando il clima è primaverile.

Quali lingue si parlano in India?

L’hindi è la lingua ufficiale dell’Unione Indiana, ma il suo uso all’interno del Paese non è omogeneo ed è spesso coesistente con le lingue locali: Tamil, Bengali ed altre, che spesso hanno valore di lingua ufficiale di alcuni Stati membri dell’Unione. La lingua inglese viene compresa da larga parte della popolazione urbana, e consente di viaggiare attraverso l’India senza problemi.

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