Skip to main content

Madagascar: cibo, curiosità e cultura

Madagascar: cibo tipico

La ricchezza di quest’isola porta influenze anche in ambito culinario, la cucina infatti è varia e saporita.

L’elemento base della dieta malgascia è il riso, la principale coltivazione del paese, il malgasci hanno un legame viscerale con questo alimento, accompagnando tradizioni e riti nei villaggi. Spesso si riescono a fare anche due raccolti all’anno.

La cucina malgascia, che risente di numerose influenze, è abbastanza varia e saporita. Il Romazava zebù è il piatto nazionale, carne di zebù con riso e brodo di verdure e pomodori.

Altro piatto tradizionale è il Henakisoa amalona sy, carne di maiale e anguilla. Mentre l’Henakisoa ravitoco sy carne di maiale con puré di manioca.

Ottimo anche il pesce che è possibile mangiare ovunque lungo la costa.

È importantissimo non utilizzare mai l’acqua del rubinetto in Madagascar, ma è opportuno bere solo acqua imbottigliata o opportunamente purificata. Così anche il cibo deve essere opportunamente cotto, sia carni che verdure.

Comportamento

Mance

A eccezione degli alberghi di lusso, non è usanza lasciare la mancia. Si tratta di una pratica in genere scoraggiata dalle autorità turistiche locali, ma non è una cattiva idea arrotondare il conto di un ristorante e lasciare le monete avanzate o lasciare una mancia per un buon servizio.
Per chi vuole lasciare una mancia potete confrontarvi con l’accompagnatore per dare una quota calibrata.

Acquisti

La contrattazione del prezzo, è una vera e propria norma di vita, tranne che nei luoghi in cui si usa lasciare la mancia. Il concetto di prezzo fisso è praticamente sconosciuto, salvo che negli alberghi di categoria medio-alta; nei piccoli negozi e nei mercati è consigliabile non pagare mai il primo prezzo che vi verrà richiesto. Non riuscirete mai ad acquistare allo stesso prezzo che potrebbero strappare gli abitanti del posto, ma se non contratterete contribuirete a fissare il prezzo delle merci a un livello irraggiungibile per la popolazione.

Abbigliamento

È consigliato vestirsi in modo sobrio, soprattutto fuori dalle aree turistiche e nei villaggi rurali. Per le donne sono preferibili gonne o pantaloni sotto il ginocchio e maglie con spalle coperte; per gli uomini, evitare canottiere e pantaloncini troppo corti nei contesti tradizionali.

Gesti

Indicare persone o oggetti con il dito o per indicare una direzione, può essere considerato scortese: meglio usare la mano aperta.

La lotta malgascia

La lotta malgascia “Moraingj” si pratica soprattutto nei villaggi costieri. Nelle piazze dei villaggi si forma un cerchio ed hanno inizio i combattimenti. Agilità e rapidità di movimenti accompagnati da suoni e canti, a dimostrazione della virilità dei combattenti. Un tempo questa pratica veniva usata per prepararsi alle battaglie.

Ruralità

La maggior parte dei malgasci vive in campagna, le città non hanno ancora avuto sviluppi simili ad altre metropoli africane. Il 75% vive in campagna e si dedica prevalentemente ad agricoltura di sussistenza. Il paradiso dei lemuri infatti affascina proprio per questa dimensione rurale nei villaggi il tempo sembra essersi fermato, molte lavorazioni artigianali ed agricole seguono ritmi ancora ancestrali.

Religioni

La religione predominante in Madagascar è il Cristianesimo, praticato dalla maggior parte della popolazione, con una significativa presenza di cattolici e protestanti. Accanto al Cristianesimo, sono diffuse tradizioni religiose animiste, radicate nella venerazione degli antenati e nelle credenze locali. Piccole comunità musulmane sono presenti soprattutto lungo la costa orientale. La religione e le tradizioni spirituali giocano un ruolo importante nella vita quotidiana e nelle celebrazioni, influenzando usi, festività e comportamenti sociali, e rappresentano un elemento centrale dell’identità culturale del Paese.

Il culto dei morti

In Madagascar è fondamentale il culto dei morti. Secondo i malgasci i morti danno energia ai vivi e condizionano ogni aspetto della loro vita. Ogni tribù ed ogni villaggio hai i suoi riti e le sue modalità di sepoltura.

La tomba è un luogo sacro e molto importante per creare collegamento tra i vivi e i morti. Alcuni addirittura riesumano il cadavere portandolo in processione e creando così ancora più connessione con il mondo dei vivi.

Madagascar: libri consigliati

Cucine africane
di Vittorio Castellani (Edizioni Sonda, Torino 1999)
Potrete trovare, fra le altre, ricette tipiche della cucina malgascia, accompagnate dall’indicazione relativa alla reperibilità in Italia degli ingredienti più insoliti.

Gli animali del deserto africano e del Madagascar
Autori vari (Larus, Bergamo 2002)
È un volume interessante sull’argomento, che trovate nella collana ‘Geo Natura’.

Io e i lemuri. Una spedizione in Madagascar
di Gerald Durrell (Adelphi, Milano 2003)
È un libro dedicato all’aye-aye, animale considerato estinto fino a poco tempo fa, alla sua riscoperta e al tentativo, messo in atto da Durrell a Jersey nelle Channel Islands, di far riprodurre questa specie in cattività.

La nazione malgascia
di Giovanni Iannettone (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1966)
È ormai fuori commercio ma vale la pena di consultarlo per un approccio alla storia del paese.

Madagascar
di Ian Malcom (Tranchida, Milano 1998)
È un racconto di viaggio scritto da un medico scozzese, nel quale si colgono le contraddizioni di un paese unico al mondo come il Madagascar, che nascono dall’incontro fra la mentalità occidentale e le più ancestrali tradizioni dell’Africa e dell’Indonesia.

Madagascar, l’isola dei contrasti
di Luciano Nervi (Velar, Gorle 1994)
Per chi vuole conoscere meglio il popolo malgascio e la sua storia.

Razorama
di Enrico Brizzi (Mondadori, Milano 2003)
È un thriller ambientato nelle acque tra il Kenya e il Madagascar, dove si consuma il delitto di una ragazza italo-malgascia.

Madagascar l’isola del passato
di Nicoletta Salvatori (in edibus collana Taccuini di viaggio, 2013)

Autobiografia di un ribelle
di Pére Pedro (Edizioni Paoline, 2008)
Su Padre Pedro e comunità Akamasoa.

 

Madagascar: cibo, curiosità e cultura