Madagascar cibo e cultura

Cosa si mangia in Madagascar

La ricchezza di quest’isola porta influenze anche in ambito culinario, la cucina infatti è varia e saporita.

L’elemento base della dieta malgascia è il riso, la principale coltivazione del paese, il malgasci hanno un legame viscerale con questo alimento, accompagnando tradizioni e riti nei villaggi. Spesso si riescono a fare anche due raccolti all’anno.

La cucina malgascia, che risente di numerose influenze, è abbastanza varia e saporita. Il Romazava zebù è il piatto nazionale, carne di zebù con riso e brodo di verdure e pomodori.

Altro piatto tradizionale è il Henakisoa amalona sy, carne di maiale e anguilla. Mentre l’Henakisoa ravitoco sy carne di maiale con puré di manioca.

Ottimo anche il pesce che è possibile mangiare ovunque lungo la costa.

E’ importantissimo non utilizzare mai l’acqua del rubinetto in Madagascar, ma è opportuno bere solo acqua imbottigliata o opportunamente purificata. Così anche il cibo deve essere opportunamente cotto, sia carni che verdure.

Il culto dei morti

In Madagascar è fondamentale il culto dei morti. Secondo i malgasci i morti danno energia ai vivi e condizionano ogni aspetto della loro vita. Ogni tribù ed ogni villaggio hai i suoi riti e le sue modalità di sepoltura.

La tomba è un luogo sacro e molto importante per creare collegamento tra i vivi e i morti. Alcuni addirittura riesumano il cadavere portandolo in processione e creando così ancora più connessione con il mondo dei vivi.

La lotta malgascia

La lotta malgascia “Moraingj” si pratica soprattutto nei villaggi costieri. Nelle piazze dei villaggi si forma un cerchio ed hanno inizio i combattimenti.

Agilità e rapidità di movimenti accompagnati da suoni e canti, a dimostrazione della virilità dei combattenti. Un tempo questa pratica veniva usata per prepararsi alle battaglie.

Ruralità

La maggior parte dei malgasci vive in campagna, le città non hanno ancora avuto sviluppi simili ad altre metropoli africane. Il 75% vive in campagna e si dedica prevalentemente ad agricoltura di sussistenza.

Il paradiso dei lemuri infatti affascina proprio per questa dimensione rurale nei villaggi il tempo sembra essersi fermato, molte lavorazioni artigianali ed agricole seguono ritmi ancora ancestrali.

 

 

 

 

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