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Il blog di VeM

Diario di viaggio in Marocco:  tra città pulsanti di vita e comunità rurali fuori dalle rotte turistiche
Foto di Bob Shea su Unsplash

Marocco | Diario di viaggio in Marocco: tra città pulsanti di vita e comunità rurali fuori dalle rotte turistiche

29 Agosto 2025

Un articolo a cura di Piero Maderna

Piero Maderna

Dal blog Macondo Express di Piero Maderna, condividiamo la prima parte del diario di viaggio in tour nel nord del Marocco con ViaggieMiraggi, tra città pulsanti di vita e comunità rurali fuori dalle rotte turistiche

Sabato 9 agosto 2025

Ed eccomi… on the road again. Ho salutato da poco il mio fratello berbero Salah, al quale ho dato l’ultimo abbraccio in un posto dove siamo passati insieme tante volte, davanti al souk di Azilal dove partono i Grand Taxi e i minibus. Lui mi ha accompagnato fin lì e mi ha dato una mano a trovare un Grand Taxi collettivo per Beni Mellal, una città più grande dove potrò prendere l’autobus per Fes. Ora mi aspetta la seconda parte del viaggio, per la quale mi unirò al gruppo di Viaggiemiraggi, nel nord che per me è un territorio ancora inesplorato. A Fes sì sono già stato, durante il mio primo viaggio in Marocco del 2011 che è stato sostanzialmente un tour delle città imperiali, ma solo lì. Per il momento mi trovo sul solito vecchio Mercedes a cercare di reggermi nelle curve della strada di montagna che porta a Beni Mellal, perché il nostro driver ha una guida tendente un po’ allo sportivo, forse troppo per essere un tassista […]

Quando stiamo per entrare in città, comincio a mandare messaggi nella chat di gruppo che è già attiva e in particolare a Toufik, il nostro mediatore culturale che ci accompagnerà per tutto il viaggio: devo capire se prendere un Petit Taxi (taxi cittadino) per raggiungere il nostro riad nella medina, dato che la stazione della CTM è fuori dalle mura della medina (ovviamente, perché nei suoi vicoli i bus non potrebbero muoversi), a sud ma non vicinissimo. Toufik dice di non muovermi perché verranno loro a prendermi alla CTM, quindi lo ringrazio e aspetto.
Devo aspettare un po’ perché a causa di una deviazione per lavori il minivan guidato da Mostafa ci mette un po’ più del previsto, ma roba di un quarto d’ora. Ed eccoli qui: Toufik, Mostafa che è appunto l’autista e le tre ragazze che saranno le mie compagne di viaggio […]

Ora, dopo i saluti di rito, ci dirigiamo verso le tombe merenidi, che si trovano su una collina a nord della città. I merenidi sono la dinastia che ha retto il Marocco dal 1276 fino all’inizio del 1500, anche se il loro periodo d’oro si esaurì intorno al 1350, dopo vi fu una gestione del potere confusa e con esiti piuttosto disastrosi. Il sito non è purtroppo molto ben conservato, e attualmente è per buona parte un cantiere per dei lavori di restauro. Merita venire fin qui, però, per la vista che si può godere sulla città.

Si va poi verso la medina, dove neanche il nostro pullmino può entrare. Mostafa ci lascia perciò alla porta principale, Bab Bou Jeloud, e da lì proseguiamo a piedi. La casa della famiglia Tazi è molto bella e grande, con un patio centrale, una stupenda terrazza e stanze tutte arredate con grande gusto nello stile tipico dei riad marocchini. Per me non è ovviamente la prima volta, ma capisco lo stupore delle ragazze, dato che per tutte loro è invece il primo viaggio in Marocco.

La famiglia Tazi fa parte dell’associazione Ziyarates Fes, che è un’associazione di famiglie di accoglienza che collabora nell’ambito sociale, culturale ed educativo per il coordinamento e lo sviluppo della vita associativa della Vecchia Medina di Fes. L’associazione è un organismo apolitico, aconfessionale e senza scopo di lucro.
Gli obiettivi dell’associazione sono quelli di: consolidare le tradizioni solidali e cooperative; difendere l’ambiente e salvaguardare il patrimonio culturale; sviluppare i progetti socio-economici; migliorare le condizioni di vita e lottare contro l’esclusione sociale; difendere i diritti delle donne e combattere contro lo sfruttamento minorile.
Lo scopo ultimo di Ziyarates è quello di stimolare le attività associative locali per migliorare il tenore e la qualità di vita all’interno dei quartieri della Medina stessa. […]

Chiacchierando un po’ prima di cena e a cena ho avuto modo di conoscere meglio anche Toufik, il cui viso peraltro non mi è nuovo: sono certo di averlo già visto una volta o due a Milano per qualche iniziativa di Viaggiemiraggi. Lui vive a Marzabotto, in provincia di Bologna, e fa parte della Cooperativa Asdikae Bila Houdoud (Amici Senza Frontiere) per il turismo responsabile, che è il nodo marocchino della rete di Viaggiemiraggi: nasce dall’associazione di migranti marocchini SopraiPonti di Bologna e poi dall’associazione Ponte sul Mediterraneo che le ha passato il testimone, dando così la possibilità di sviluppare e promuovere sempre di più l’attività di turismo responsabile nel circuito delle cooperative ed associazioni coinvolte. I soci fondatori sono quindi principalmente migranti ed ex-migranti marocchini.

https://www.marocnatureculture.org/

[…]

Domenica 10 agosto 2025

Ci ritroviamo a colazione sulla magnifica terrazza di casa Tazi, da cui si può apprezzare il panorama della città che un po’ dorme ancora. Ci sono più parabole che minareti, ma era così già 14 anni fa ai tempi della mia prima visita. La prima domanda, la più normale, è “Dormito bene?”. In generale sì, abbiamo dormito bene, ma cominciamo a capire che il sonno pesante può avere un’unità di misura, ed è sentire o no il primo richiamo alla preghiera del muezzin all’alba.

La colazione ci offre tutto quello che di buono può riservare una colazione marocchina: dolci di vario tipo, pane caldo e beghrir (tipiche frittelle marocchine dalla consistenza spugnosa simili a focaccine), olio, confettura, miele, burro, formaggio, olive, frutta… di tutto e di più. Difficile resistere a tutte queste tentazioni per il palato, ma per quanto sia difficile ci dobbiamo alzare da tavola perché abbiamo in programma la visita guidata della città.
Fes è una città con 1200 anni di storia e di questo i suoi abitanti (fassi), che oggi sono circa un milione, vanno da sempre molto orgogliosi. Ritengono, a giusta ragione, che la città sia il vero centro spirituale e culturale del paese. […]

Ma Fes, più ancora che per ogni altra forma di artigianato, è famosa per le concerie. Una visita non può essere completa se non si passa di qui, per quanto “forte” possa essere l’impatto, sia visivo che olfattivo. Qui la lavorazione avviene ancora come nel medioevo, con i lavoratori che, privi di ogni tipo di protezione, camminano sui bordi delle vasche dove avviene la concia e la colorazione delle pelli. In realtà alcuni hanno almeno stivali e guanti, e sono quelli che lavorano sulle vasche bianche, quelle dove le pelli vengono sbiancate con la calce viva e ammorbidite con il guano di piccione. La miscela che si forma è corrosiva e irritante per la cute, gli occhi e le vie respiratorie, e perciò in questo caso sono “ammesse” le protezioni. Per quanto riguarda i prodotti utilizzati per la colorazione, qualunque responsabile di queste ditte artigianali vi dirà che sono tutti naturali, e che come vuole la tradizione non viene usato nessun prodotto chimico. Solo menta per il verde, papavero per il rosso, indaco per il blu, zafferano per il giallo, henné per l’arancione, kajal per il nero. Ci auguriamo che sia vero, anche se non è detto che un prodotto naturale non sia dannoso per la salute, ma mi fermo qui perché non voglio farmi troppo trascinare dalla deformazione professionale (mi occupo di queste cose per lavoro).

Ogni negozio ha un terrazzo che si affaccia sulle vasche, da cui si può guardare lo “spettacolo”. È chiaro che visitare posti come questi non può che essere ambivalente, perché è evidente che da molti anni le concerie sono anche considerate un’attrazione turistica e che se non lo fossero forse si lavorerebbe in modo diverso.

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