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Racconti (di viaggio) sotto l’albero | Il villaggio di Ustikolina
Foto di Fabiola D’Alessandro

Bosnia Erzegovina | Racconti (di viaggio) sotto l’albero | Il villaggio di Ustikolina

15 Dicembre 2021

Un articolo a cura di Fabiola D'Alessandro

Fabiola D'Alessandro

La nostra viaggiatrice Fabiola ci racconta di un viaggio in Bosnia realizzato con ViaggieMiraggi nel 2017, soffermandosi in questo articolo sul paese di Ustikolina.

Quando gli eserciti abbandonano il campo e le bombe cessano di distruggere e la guerra finisce, restano  le persone, sole, a costruire la Pace.

Ustikolina, è un paese di 2000 abitanti nel sud-est della Bosnia Erzegovina. Bagnato dalla Drina, si adagia su una collina dolce, in un paesaggio che predispone alla quiete. Oggi. Perché Ustikolina è stato devastato, insieme alla sua comunità, durante la guerra degli anni ‘90 nei Balcani.

Rusmira riceve me e due compagne di viaggio sul terrazzo della casa in cui ci ospiterà per la notte. Strabuzzo gli occhi dalla meraviglia quando vedo la tavola che ha apparecchiato per la nostra merenda: dolci e pane di ogni tipo, marmellate (frutti di bosco, la mia passione!), burro, succhi. Tutto, ma proprio tutto, prodotto dalle sue mani con i frutti del piccolo appezzamento di terreno di cui può disporre, come altre donne di Ustikolina che, dopo la guerra, cercano una seconda chance.

Aiutata da un’organizzazione umanitaria, aveva abbandonato il villaggio portando in braccio una bimba appena nata. Dopo sette anni in Germania ha deciso di prendere in mano la sua vita ed è tornata, portando con sé il suo bagaglio di lutti ma anche tanta voglia di fare. E fa.

Con un entusiasmo che travolge, Rusmira racconta la sua  vita di adesso e la descrive come una meraviglia, nel suo paese pacificato. Insieme ad altre donne di etnie diverse condivide un percorso di aiuto psicologico collettivo e una piccola bottega dove ognuna vende quello che sa fare: conserve, manufatti in lana, oggetti in legno e altro ancora. Si sostengono l’un l’altra ignorando le divisioni che hanno provocato tanti morti e tanto dolore.

Oggi, può dire, Ustikolina non è più il villaggio che aveva lasciato sotto le bombe.

Lo stesso spirito anima Jasmina, la voglia di lasciarsi indietro conflitti e pregiudizi e andare avanti con fiducia, creando qualcosa di solido e costruttivo per sé e per le altre donne del villaggio.

Jasmina è l’ideatrice di un progetto di valorizzazione della požegaca (una qualità di prugna autoctona) e di recupero di ricette gastronomiche tradizionali. Riunite nell’associazione Emina, le donne coltivano e poi trasformano i frutti del loro lavoro in prodotti che verranno venduti nei negozi della Bosnia-Erzegovina con il sostegno di Slow Food che ne riconosce l’alta qualità e il valore sociale.

Jasmina ci accoglie nella sua bella casa in campagna. La tavola, imbandita con tante delizie bosniache belle e squisite, è sotto il pergolato, mentre un po’ più in là, nel forno tradizionale, cuoce la carne per noi ospiti. E’ molto premurosa Jasmina, dialoga con noi attraverso il cibo, quello che ci offre è buono per il palato e buono per l’anima, perché trasmette l’amore con cui è fatto.

Dalla sua casa si vedono i frutteti e le serre. L’idea di Jasmina è stata quella di far rivivere un territorio abbandonato al nulla, a causa della guerra, riempendolo di vita.

Rusmira, Jasmina e le altre non si sono lasciate sopraffare dall’odio e dalla violenza. Con coraggio e volontà hanno piantato buoni semi e la pianta sta crescendo sana, in un’armonia che si diffonde e contagia.

Questo è il miracolo che hanno voluto fare.

Questo è oggi Ustikolina. Il paese dove le donne costruiscono la Pace.