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Viaggio da Gerusalemme alle scuole nel deserto, diario disegnato

Palestina | Viaggio da Gerusalemme alle scuole nel deserto, diario disegnato

16 ottobre 2018

Un articolo a cura di Valentina Nargino

Valentina Nargino

La nostra viaggiatrice Lamanfrina, vignettista e illustratrice, ha realizzato un diario di viaggio disegnato del suo viaggio in Palestina, da Gerusalemme alle scuole nel deserto. Ne riportiamo di seguito un estratto, insieme a qualche domanda all’artista

 

Buongiorno Lamanfrina e grazie per il tuo diario di viaggio illustrato. E’ il tuo primo lavoro di questo tipo? Di cosa ti occupi di solito?

Grazie a voi per il bellissimo viaggio a cui ho partecipato. Si, questo è il mio primo diario di viaggio disegnato. Ho iniziato a disegnare vignette pochi anni fa. Il primi disegni ritraevano ballerini, essendo un’appassionata di balli popolari, poi sono passata a disegnare la vita privata in maniera ironica come ad esempio una serata passata sul divano con me stessa, l’aperitivo fra amiche a parlare di uomini, l’acquisto dell’auto nuova, o la ricerca dell’uomo imperfetto, fino a disegnarmi sul tavolo operatorio, disegno che poi ho regalato al mio chirurgo. Due anni fa ho realizzato 12 illustrazioni a china nera tratte da un libro sulla violenza sulle donne. E ne è nata una mostra itinerante con l’autrice del libro. Disegno a china, in acquerello o solo con pennini grafici. Gli ultimi lavori sono realizzati su cartoncini rigidi riciclati, sbiancati malamente con acrilico e poi disegnati e colorati con china acquarellata. Di solito mi lascio ispirare da frasi dette dalle amiche, o semplicemente dalla vita di tutti i giorni. Tutto questo, nel tempo libero, perché in realtà, haimé, sono un responsabile amministrativo.

Puoi raccontarci quando e come è nata l’idea di realizzarlo?

L’idea di realizzare un diario di viaggio disegnato è nata a Fabriano, lo scorso maggio, durante la manifestazione Fabriano in Acquerello dove mi ero recata per approfondire la tecnica dell’acquerello. E’ una manifestazione internazionale dove puoi osservare e praticare la tecnica. In una delle bancarelle ho visto questi diari disegnati e me ne sono innamorata. Ho acquistato questo quaderno cucito a mano adatto all’acquerello pensando di utilizzarlo nel prossimo viaggio…….ma ancora non sapevo che il viaggio sarebbe stato in Palestina.

Nel diario sono presenti illustrazioni, fotografie, mappe, testi scritti a computer e testi scritti a mano, ritagli di brochure e cartoline, che interagiscono armonicamente nel progetto generale. In base a quale criterio hai scelto di utilizzare uno o l’altro linguaggio espressivo?

Tornata dal viaggio ho “disteso” sul tavolo da lavoro tutto il materiale riportato dal viaggio, e anche articoli di giornale che avevo messo da parte prima di partire, ho stampato le foto che ritraevano le persone incontrate, perché sarebbe stato troppo difficile disegnarle, ho separato il materiale in base alle giornate del viaggio e poi…anni e anni di diari privati hanno fatto il resto. Ogni giornata è composta da due pagine. La pagina di destra, che riporta la data è quella più disegnata mentre quella a sinistra è quella con le foto che ho volutamente strappato malamente in modo tale che si vedesse la trama della carta.

Quale momento del viaggio ti ha colpito di più e ti è sembrato più facile raccontare?

Decidere quale, è difficile. Perché ogni giorno è stato particolare. Di getto sono nati gli acquerelli della Spianata delle moschee, di Battir, del monastero di San Giorgio e delle Scuole; divertente è stato ritagliare i vestiti palestinesi della brochure come facevo da piccola, più difficile è stato raccontare la giornata a Hebron, forse la pagina che amo di più. Mentre lo disegnavo pensavo che sarebbe diventato un diario da mostrare agli amici, e da condividere coi miei compagni di viaggio. E invece è diventato una mostra che già dal suo esordio ha suscitato interesse e curiosità sia per la tematica del viaggio che per la modalità di realizzo.

La scuola (di gomme), realizzata nel 2009 da Vento di Terra ONG su progetto dello studio milanese ARCò, ospita 160 alunni beduini, e rappresenta un esempio unico di architettura bioclimatica. La scuola e la comunità sono state in questi anni sostenute dalla Cooperazione Italiana del Ministero degli Esteri, dalla Conferenza Episcopale Italiana, dalle Agenzie ONU e dalla Unione Europea e sono state meta di numerosi interventi e delegazioni a livello internazionale.

Giro nel mercato di Hebron con le reti di protezione contro l’immondizia e i sassi gettati dagli israeliani (…)

 

Battir è Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La nomination del piccolo villaggio agricolo a sud di Gerusalemme, famoso per il suo sistema di terrazzamenti e canalizzazioni che risale a 2500 anni fa, è stata accettata in una sessione di emergenza del Comitato dell’Unesco in Qatar con l’obiettivo di bloccare la costruzione del muro di sicurezza israeliano che taglierebbe in due il villaggio e distruggerebbe il suo antico sistema di irrigazione. La vittoria di Battir è ancora più significativa per l’antica lotta intrapresa dagli abitanti di questo piccolo villaggio contadino (…)