Viaggio in Puglia, a piedi da Bari a Castel del Monte e Barletta

La via imperiale del Cammino Federiciano. Unica partenza: 14-21 settembre

100 km in cammino nel cuore della Puglia autentica, per unire luoghi e persone; insieme percorreremo sentieri e mulattiere ricchi di storia e cultura da raccontare, immersi in paesaggi di rara bellezza. Vi accompagneremo lungo il viaggio itinerante tematico, “la Via Imperiale del Cammino Federiciano”, e riscoprire la ricchezza paesaggistica rappresentata dalla viabilità storica che attraversa il territorio del Mediterraneo: dall’Antica Via Appia Traiana agli impervi percorsi medievali, fino ai tratturi della transumanza. Via di Imperatori e guerrieri in età romana, di Bizantini e Normanni, Svevi e Angioini e pellegrini cristiani, attraversata in cammino da Roma verso la Terra Santa. Le guide saranno interpreti di un cammino dal ritmo lento all’insegna del rispetto della natura e dell’incontro con le comunità locali e i territori attraversati, che include momenti di confronto, scambio e narrazione. Nel corso del cammino, dunque, paesi, borghi, strade insolite e sentieri suggestivi sono resi ancor più emozionanti dalle tradizioni e i ricordi di chi ci vive.

Viaggio in Puglia, a piedi da Bari a Castel del Monte e Barletta
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Il viaggio giorno per giorno

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Programma di viaggio in Puglia

1° giorno

ARRIVO A BARI E TOUR DELLA “CITTA’ VECCHIA”

All’arrivo a Bari i viandanti saranno accolti dalla guida per una passeggiata alla scoperta dell’affascinante città di Bari, e dei suoi due volti, l’elegante quartiere murattiano e l’ipnotica Bari vecchia. Attraversando l’Arco del Pellegrino, si arriverà nel cuore della Cittadella Nicolaiana, con la Basilica intitolata al Santo patrono, pregevole esempio di romanico pugliese, come la Cattedrale di San Sabino, dalla cripta in stile barocco. Fa da porta alla città vecchia il grandioso Castello Svevo, coronato dai torrioni, un tempo maniero difensivo, poi residenza rinascimentale.

Il Castello di Bari, storicamente attribuito a Ruggero II il Normanno, sorge nel 1131 su preesistenti strutture abitative bizantine. Tra il 1233 e il 1240, Federico II di Svevia recuperò all’uso l’impianto normanno danneggiato dal duro intervento di Guglielmo il Malo che, nel 1156, si era imposto con la forza alla popolazione barese, restia ad accogliere il nuovo dominatore. Il nucleo normanno-svevo è a pianta trapezoidale, con una corte centrale e quattro alte torri angolari fortemente bugnate. Superando la torre S-O, detta dei Minorenni per averne ospitato la sezione carceraria nel XIX secolo, si incontra l’ingresso originale, il portale federiciano. Con la sua doppia ghiera a sesto acuto, con conci popolati da personaggi della mitologia classica e nordica, il portale federiciano è il manifesto del potere imperiale: nel concio in chiave, un leoncino fra gli artigli di un’aquila, simbolo ricorrente nell’architettura federiciana.

Scopriremo come vengono sapientemente preparate le Orecchiette baresi.

Vennero diffuse in Puglia tra il XII e il XIII secolo a partire dal capoluogo pugliese, ove tutt’oggi resta uno dei primi piatti più prelibati della città. In termine dialettale barese sono “L strasc’nat”, termine che nasce proprio dal metodo di creazione con cui la pasta prende forma quando viene strascinata sul tavolo di lavoro. A Bari le orecchiette vengono cotte principalmente con le cime di rapa (piatto tipico particolare), con i cavolfiori, broccoli e altre verdure, particolari sono anche le orecchiette al ragù rosso.

I panzerotti baresi sono una vera e propria istituzione a Bari.

Il panzerotto, fatto con la pasta di pane e ripieno di mozzarella e di tante altre prelibatezze, non è soltanto un cibo che travolge tutti i sensi per quanto sono buoni, ma sono molto di più: rappresentano la convivialità, la condivisione, i giorni di festa, le tavolate tra amici e parenti. A Bari sono un vero e proprio culto: ognuno perfeziona la propria ricetta e sperimenta vari ripieni, perché il panzerotto non è solo il classico, ma possono essere farciti con i più svariati ripieni, accomunati da un ingrediente che non può mancare al suo interno: la mozzarella, che deve essere abbondante e filante, irresistibile!

Cena in trattoria e presentazione degli accompagnatori e del programma.

Consegna delle camere, pernottamento.

2° giorno

1° TAPPA: BARI-BITONTO

Trasferimento con Metro da Bari centro a Bari Europa.

Il Cammino avrà inizio da Bari – Parco Naturale Regionale Lama Balice  circondata da distese di ulivi che donano sfumature di luce e colore sulla vasta piana.

Lama Balice in quanto crocevia tra i territori, tra l’entroterra e la costa, è sempre stata un luogo di rilevanza strategica per le genti e per il selvatico. Fonte di acqua e riparo, anche nei regimi climatici più aridi ha fornito protezione fin dal neolitico; nel suo alveo sono stati rinvenuti diversi reperti litici e in corrispondenza dei centri abitati di Bari Palese e Bitonto. In queste aree esistono differenti testimonianze di importanti villaggi preistorici e la presenza di dolmen e menhir. In epoca romana l’area risultava coltivata. In epoca medioevale l’importanza strategica dell’area del antico Fiume Tifris (uno degli antichi nomi di Lama Balice) si affermò in maniera oggi ben riscontrabile con la costruzione di masserie e diverse industrie ipogee atte alla lavorazione dei prodotti agricoli e/o aree di culto. Le Chiese rurali del territorio, sia ipogee che costruite, e non tutte arrivate fino a noi, erano importanti luoghi di sosta nell’ambito delle varie diramazioni della Via Francigena che in Puglia scendeva dal Gargano per poi arrivare in Salento portando crociati e pellegrini verso la Terra Santa.

Il parco è uno dei pochi spazi verdi rimasti quasi completamente incontaminati: qui la macchia mediterranea regna sovrana, caratterizzata dalle essenze tipiche e da vegetazione che cresce spontanea come carrubo, alloro, il rovo, il leccio, il fragno, mentre lungo i costoni, nei punti più rocciosi e aridi, crescono piante di caprifoglio, biancospino, asparago selvatico, etc. L’alveo di questo particolare e ricchissimo corridoio ecologico è molto vasto e presenta delle sponde piuttosto ripide, spesso caratterizzate da rocciosità affiorante. Le aree rocciose pianeggianti sulla sommità delle sponde sono occupate da una gariga bassa a prevalenza di elicriso (Helichrysum italicum), con esemplari sparsi di pino d’Aleppo.

Arrivo nel centro di Bitonto. Cena in compagnia della guida e pernottamento.

PERCORSO:

Lunghezza: 12 km

Livello difficoltà: E – Facile

Dislivello: +235 m / -157 m

Durata: 6 h 

Fondo stradale: asfalto, sterrati, lama

3° giorno

2° TAPPA BITONTO-RUVO DI PUGLIA

Bitonto mostra le sue bellezze, candidata come Capitale italiana della Cultura 2020. Partiremo dalla Cattedrale, massima espressione del Romanico pugliese.

La Cattedrale è una delle migliori testimonianze di un passato, quello pugliese, a metà tra Oriente e Occidente. Situata nel cuore della città antica, l’edificio generalmente è ascritto ai secoli XII-XIII; grazie alle recenti scoperte emerse dal sottosuolo, Bitonto è un nuovo anello di quella catena che, passando per Bari, Trani, Ruvo, Barletta, ridisegna completamente la mappa della Puglia preromanica. Costruita secondo il modello della basilica nicolaiana di Bari, conserva all’interno il pulpito firmato nel 1229 dal maestro Nicolaus, fantasiosa e raffinata decorazione realizzata con la tecnica dell’incrostazione connessa alla scultura a rilievo bassissimo: mastici colorati, paste vitree e scaglie di tartaruga, simulando gli effetti dei tessuti preziosi, degli smalti e dell’intaglio, conferiscono all’arredo dell’edificio sacro lo splendore effimero delle suppellettili profane.

Attraverseremo il paesaggio caratteristico dell’architettura rurale pugliese con numerose cisterne, casedde, palmenti, trappeti e frantoi. Ci sono torri e resti archeologici di epoca alto-medievale. Il casino Ilderis, antica residenza settecentesca campestre della nobile e potente famiglia bitontina, sorge libera fra i verdi ulivi penduli al centro di un esteso corpo rurale confinante a sud con l’antica Via Appia–Traiana.

Attraverseremo il borgo antico di Sovereto a Terlizzi detta la città dei fiori per le numerose serre di coltivazione di varietà rinomate. Il Casale Medievale è immerso nel paesaggio tipico pugliese: una distesa di ulivi che guarda al mare.

Sorge nei pressi di Via Appia Traiana: la via, anche detta via Sacra Longobardorum, era il collegamento meridionale della via Francigena lungo la quale nel medioevo viaggiavano pellegrini che percorrevano l’Europa del XI secolo alla volta del Medio Oriente, dando vita alla contaminazione culturale madre della moderna cultura europea.

Arrivo a Ruvo di Puglia per la sistemazione in struttura e cena con le prelibatezze murgiane.

PERCORSO

Lunghezza: 24 km

Livello difficoltà: E – Medio

Dislivello: +381 m / -237 m

Durata: 7 h 

Fondo stradale: sterrati, tratti di asfalto.

4° giorno

3° tappa RUVO DI PUGLIA-BOSCO SCOPARELLO

In cammino, si partirà la mattina dalla Cattedrale di Ruvo di Puglia.

La Cattedrale venne costruita tra il XII e XIII secolo su rovine di più antichi edifici romani. La chiesa in stile romanico è tutt’oggi uno degli esempi più significativi di questa regione, inquietante e unica con la sua particolare facciata, molto slanciata rispetto agli schemi architettonici dello stesso periodo. Nel lato meridionale è possibile vedere una testa coronata, quasi sicuramente di Federico II di Svevia.

Esemplare la collezione del Museo Archeologico Nazionale Jatta, ideato come una vera e propria casa-museo.

Raggiungeremo il Bosco Scoparello, parte integrante del territorio del Parco Nazionale Alta Murgia: 300 ettari dominati dalla presenza delle querce roverelle (alcune secolari), ma anche rosa canina, biancospino, asfodeli, asparagi e numerosissime piante officinali. Lungo sentieri boschivi e attraversando il Ponte dell’Acquedotto Pugliese sbucheremo nella lama in cui è situato lo Jazzo del Demonio (Il suo nome è dovuto ad una leggenda che vi racconteremo in cammino).

Al termine del percorso una Tenuta ci accoglierà per la cena di gruppo e per darci la possibilità di ricaricare le energie per il giorno dopo, in uno splendido bosco di querce, contesto inusuale e incontaminato, all’insegna della tranquillità, della bellezza e della buona cucina.

PERCORSO

Lunghezza: 16 km

Livello difficoltà: E – Medio

Dislivello: +383 m / -228 m

Durata: 6 h 

Fondo stradale: asfalto, sterrati, sentieri boschivi

5° giorno

4° tappa BOSCO SCOPARELLO-CASTEL DEL MONTE 

Ci metteremo in cammino lungo il tratturello che porta a Castel del Monte e visiteremo nel territorio del comune di Corato, la Necropoli di San Magno, dell’età del Bronzo e la sua chiesetta neviera del 1128. Nel piano inferiore è presente la neviera, una profonda vasca simile a piscina la quale in inverno veniva riempita di neve che, ben pressata, si trasformava in ghiaccio. Lungo il cammino incroceremo masserie, jazzi, poste, casedde e pescare antiche. È la Murgia di roccia viva che tornerà a stupirci in autunno con il giallo intenso e i colori delle distese di aree coltivate a graminacee.

Raggiungeremo Castel Del Monte tramite un lungo sentiero tagliafuoco in salita: il viandante resterà ammaliato dalla visione che domina affascinante e misterioso come una corona di pietra ottagonale che, ad ogni passo sempre più imponente, dirige il viandante fino all’arrivo come un Sole!

Il documento in cui si nomina il castello è una lettera inviata da Gubbio, nel gennaio 1240, dall’imperatore svevo Federico II al giustiziere di Capitanata, Riccardo di Montefuscolo, ci parla di lavori di copertura da eseguire in relazione al «castro quod apud Sanctam Mariam de Monte». Successivamente l’edificio ha assunto i ruoli di prigione e di residenza ducale. Passato attraverso varie dominazioni e proprietà di diversi signori, per lungo tempo, dopo ripetuti saccheggi e spoliazioni, è stato rifugio di pastori e di ladroni (specialmente nel secolo XVIII). Acquistato come rudere dallo Stato italiano nel 1876 per 25.000 lire, da allora è stato sottoposto a continui restauri. Oggi è patrimonio UNESCO, uno dei siti più visitati della Puglia.

Prima della cena ci riposeremo nel verde del Parco scoprendo le erbe selvatiche e commestibili della Murgia. Nelle “garighe murgiane”, tra aspre colline e grandi praterie disseminate di cardi, euforbie, ferule e asfodeli, i profumi più forti sono quelli del marrubio, del finocchietto selvatico, della santoreggia, dei mentastri e del timo-serpillo, localmente chiamato “U srpùd”, dall’intenso ed aromatico profumo dell’origano selvatico, da tutti e non a torto, eletta “L’erba principe” della Murgia. All’arrivo si visiterà il Castello e dopo la visita si cenerà tutti insieme nella taverna, con piatti classici della tradizione Pugliese ed estrose rivisitazioni sapientemente preparate.

Un dopo cena avvolto dalla magica atmosfera della vista del maniero federiciano illuminato, che ci darà l’occasione di ripercorrere il racconto delle storiche “Vie di Castel Del Monte”.

Pernottamento.

PERCORSO

Lunghezza: 20 km

Livello difficoltà: E – Medio

Dislivello: +390 m / -262 m

Durata: 7 h 

Fondo stradale: sentieri boschivi, tratturi, sterrati

6° giorno

5° tappa CASTEL DEL MONTE-ANDRIA

Partiremo dal parco che ci ha ospitati per proseguire lungo il territorio circostante, dove protagonista è la roccia riaffiorante dal terreno di natura carsica. Percorrendo tratturi, sentieri e mulattiere, e tra lecci e roverelle ci addentreremo in Lama Genzana. Attraverso boschetti in cui troveremo i fragni e roverelle, si svelerà il paesaggio murgiano, la cui natura è stata sapientemente impreziosita con manufatti, muretti a secco e casedde, dalla mano dell’uomo, per poi percorrere lo sterrato che segue l’acquedotto pugliese fino a raggiungere la città di Andria.

La città, racchiusa in una possente cinta muraria normanna, con le porte Urbiche, tra le quali è l’unica sopravvissuta Porta Sant’Andrea, detta Arco di Federico, secondo la leggenda, e riporta un’iscrizione: “Andria Fidelis nostris Affixa medullis” pronunciato dall’Imperatore in uscendo di qui, che stava già con lettere grandi inciso sull’antica porta colla indicazione dell’anno 1230″. La porta attuale è il risultato della ricostruzione eseguita nel 1593, in conseguenza del ritrovamento dell’immagine di S. Maria dei Miracoli, anno inciso al disopra della chiave di volta dell’arco frontale.

Dopo la tappa di cammino, il gruppo potrà godersi l’immancabile sosta alla scoperta dei “Tenerelli di Andria”, al Museo del Confetto.

Il Museo è ospitato nella storica palazzina dalle volte in pietra, originaria sede della fabbrica di confetti. Un patrimonio di storia, di saperi, di tradizioni che la famiglia ha voluto onorare e perpetuare nel tempo riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali quale bene di interesse culturale particolarmente importante. Frutto della paziente e appassionata ricerca, raccoglie. in quattro sezioni, documenti, utensili, macchinari, stampini usati una volta per la produzione di confetti, caramelle e cioccolato. Il percorso culmina con la splendida boutique che offre la degustazione delle irresistibili specialità che produce, rispettose delle originali ricette.

Ascolteremo la storia di Corrado IV di Svevia nato ad Andria, e alcuni passaggi del libro “Il Re Solo” dell’autrice Bianca Tragni.

La cena sarà in una trattoria dove si potranno degustare preparazioni locali tradizionali e scopriremo i segreti della cucina e la passione per il buon cibo della gente locale. Tipico con gli sponsali viene preparato il famoso “calzone di cipolla” pugliese.

PERCORSO

Lunghezza: 20 km

Livello difficoltà: E – Medio

Dislivello: +172 m / -548 m

Durata: 6 h 

Fondo stradale: sentieri, tratturi, sterrati

7° giorno

6° tappa ANDRIA-CANNE DELLA BATTAGLIA

Partiremo dalla piazza del Duomo di Andria.

La sua primitiva costruzione certamente rimonta ad un’epoca anteriore ai Normanni, come lo stile gotico e barbaro ce lo dimostrano. Il Campanile, al dir degli storici, fu in origine costruito dai Longobardi, per uso di bastione, in difesa della città; ed era perciò detto la Torre di guardia, non elevandosi al di la del primo piano. Riccardo I Normanno, Conte di Andria, circa l’anno 1063, ingrandì l’antica Chiesa, aggiungendovi le navate. Negli scavi effettuati nella cripta nel 1904 furono rinvenuti questi avanzi scultorei, che gli studiosi del tempo ritengono essere appartenuti al mausoleo delle Imperatrici Sveve, Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra. Una giustificazione a tale attribuzione la forniscono i rilievi delle aquile presenti su molti reperti, molto simili a quelle utilizzate nella iconografia di Federico II.

Ci trasferiremo in bus per la Visita all’Antiquarium e la zona archeologica di Canne della Battaglia.

Nella valle del Basso Ofanto sorge la collina del noto insediamento di Canne della Battaglia, teatro del celebre scontro fra Romani e Cartaginesi (216 a.C.).

“Annibale percorre trionfalmente il campo di battaglia di Canne dopo la vittoria mentre i Cartaginesi furono quasi più spossati per la strage compiuta che per la fatica del combattere”. Circondata da possenti mura, utilizzate per diversi secoli, Canne offre oggi al visitatore un lungo e affascinante percorso che include l’Antiquarium, i notevoli resti di epoca romana, paleocristiana e medievale sulla cosiddetta “cittadella” e infine l’antico villaggio daunio con sepolcreto in località Fontanella. In particolare il consistente nucleo di materiale archeologico documenta la lunga continuità di vita di Canne dalla Preistoria al Medioevo. Le prime testimonianze su Canne risalirebbero alla fine dell’età della pietra. 

Nel pomeriggio è previsto il trasferimento a Barletta per la sistemazione in struttura e la passeggiata storica nel centro della città.

Cena con le specialità locali “pizze murgia e mare” e pernottamento.

La città di Barletta è nota in tutto il mondo come la città della Disfida, dal nome dell’episodio della guerra tra francesi e spagnoli all’inizio del’500. Fitta, brulicante, movimentata, vivace: dell’importante emporio commerciale che fu fin dall’antichità, Barletta ha conservato, visibili e vividi, i caratteri distintivi. Una città dove il mare sembra non vedersi mai, eppure all’improvviso appare, in un’apertura panoramica insolitamente libera e vasta. Una città borghese e mercantile dal volto antico e dalla struttura complessa, prima ancora che una città semplicemente «marittima». Sul mare, il Castello federiciano, simbolo del potere svevo e di tutti i poteri che si sono succeduti nei secoli, è anche oggi luogo cardine delle istituzioni e della cultura della città, e rammenta la storica posizione di privilegio e cruciale di Barletta.

8° giorno

L’ultimo giorno sarà gestito in autonomia dal viaggiatore, che potrà riposare e godersi la bellissima litoranea sabbiosa di Barletta.

Saluteremo i partecipanti al cammino e la comunità locale con la consegna del Testimonium, nel meraviglioso scenario del Castello di Barletta: sarà l’occasione per concludere al meglio il viaggio e per sensibilizzare anche la cittadinanza sull’importanza del camminare come azione quotidiana che ci deve vedere parte attiva di un cambiamento lento e profondo.

Federico II incluse il Castello di Barletta tra i castelli del Giustizierato della Terra di Bari. Il castello di Barletta fu eretto dai Normanni nella seconda metà del XII secolo; le diverse dominazioni che si sono succedute nel tempo hanno lasciato traccia del loro passaggio con interventi che testimoniano l’importante ruolo che rivestiva la struttura. Furono gli Angioini a trasformarlo da maniero in fortezza, mentre gli Aragonesi, con l’imperatore Carlo V, ne consolidarono ulteriormente il ruolo di difesa. Oggi teatro di eventi, mostre e manifestazioni, il castello conserva in ogni angolo il fascino della storia della città.

In mattinata consegna del Testimonium e saluti. Partenze.

Note di viaggio

Il cammino è un autentico viaggio a piedi, molto di più quindi di un gesto atletico! Il senso di questa esperienza sta nell’attraversamento lento dei territori che consente di riaccendere le connessioni tra le persone, tra le quali si instaura una relazione più intima e personale; ma anche tra le persone e l’ambiente circostante per riscoprirne l’identità perduta. Muscoli, cuore e sensi sono coinvolti e il tempo ed il numero di chilometri percorsi passano in secondo piano. Ciascun viandante vive il cammino a suo modo, camminando e condividendo emozioni e sensazioni con i compagni di viaggio; un ruolo molto importante ha il silenzio, che in natura diventa ascolto di una dimensione lontana dalla nostra quotidianità, spesso permeata di rumori e distrazioni. Fondamentale è sempre il rispetto degli altri viandanti e dell’ambiente circostante.

Il presente programma può essere soggetto a variazioni, sia prima che in corso di viaggio, in base al clima, le festività, alle esigenze dei viaggiatori e delle persone che ospitano il gruppo di viaggiatori.

Si prega di comunicare per tempo eventuali intolleranze alimentari, allergie ed esigenze particolari, specialmente legate all’alimentazione (es. vegetariana/vegana).

I viaggiatori saranno ospitati in strutture di diversa tipologia (B&B, affittacamere, agriturismi); si condivideranno le camere (triple o quadruple), Qualora ci fossero necessità particolari o esigenza di non dormire nella stessa stanza con altri  è possibile avere la camera doppia (il costo del pernotto sarà soggetto ad un supplemento).

Dopo la colazione si cammina e si consuma un pranzo a sacco, fornito giorno per giorno dagli organizzatori.

Si cena tutti insieme in strutture ristorative convenzionate (menu completo con prodotti locali e vino).

Sono necessari: scarponcini da trekking, borraccia almeno 1 L, kway o poncho per sicurezza, zainetto per il trekking da 20/30 L, cappellino per il sole, crema protettiva, ricambi ed effetti personali.

Servizi offerti: Guida turistica/escursionistica, trasporto bagagli.

Referente locale

Il viaggio è accompagnato da esperte guide turistiche ed escursionistiche abilitate. Nel corso del viaggio il gruppo storico e associazioni amiche incontreranno i viandanti nel primo e nell’ultimo giorno di viaggio e cammineranno con il gruppo di viandanti durante una tappa del cammino.

Livello di difficoltà

Il cammino è fattibile per persone in buono stato di salute e con un minimo di allenamento. I chilometri di percorrenza potrebbero essere modificati per esigenze organizzative e in base alle condizioni meteo e dei relativi sentieri lungo il percorso.

Quando

Il presente programma è valido per le date indicate nel sito www.viaggiemiraggi.org

L’itinerario è percorribile anche in più giorni di cammino, modulabile a seconda delle esigenze dei viaggiatori ed in accordo con ViaggieMiraggi.

E’ possibile iscriversi per realizzare l’intero cammino, oppure per partecipare ad una o più tappe singole.

Per maggiori informazioni vedere il documento Come viaggiamo, consultabile sul sito internet o richiedibile direttamente in agenzia.

Quanto

Quote a persona per viaggio di 8 giorni/7 notti, per un gruppo di:

VoceQuota individuale
10 persone8 persone6 persone
Quota viaggio690,00740,00790,00

PER I DETTAGLI SULLA SCHEDA PREZZO TRASPARENTE CONTATTARE L’AGENZIA

Il costo totale espresso comprende:

  • 7 pernottamenti con colazione
  • 6 pranzi al sacco
  • 6 cene come da programma
  • guida turistica/escursionistica per 8 giorni
  • trasporto bagagli durante le 6 tappe di cammino
  • transfer da Andria a Barletta
  • visita guidata al castello di Bari, Castel Del Monte, Canne della Battaglia e Castello di Barletta
  • compensi di intermediazione
  • assicurazione (per i dettagli chiedere in agenzia)

Il costo totale espresso non comprende:

  • il viaggio di andata e ritorno
  • pranzo del primo e ultimo giorno
  • cena della sesta sera (libera)
  • transfer da Aeroporto o Stazione di Bari e da Barletta ad Aeroporto/stazione (costo su richiesta)
  • biglietto d’ingresso al castello di Bari, Castel Del Monte, Canne della Battaglia e Castello di Barletta
  • supplemento per l’acquisto di un’assicurazione medico-bagaglio
  • assicurazione annullamento Filo diretto Assistance acquistabile in agenzia entro 32 giorni prima della partenza o in concomitanza con l’iscrizione al viaggio
  • spese personali, extra in genere e quanto non espresso nelle voci sopra indicate

Le quote sono soggette a riconferma al momento della prenotazione

Condizioni di realizzazione

Il numero minimo di partecipanti richiesto per la realizzazione del viaggio è di 6 persone. Il viaggiatore sarà informato 15 giorni prima della partenza del raggiungimento o meno del numero minimo di partecipanti.

Informazioni

Per maggiori informazioni scrivere una e-mail all’indirizzo: italia@viaggiemiraggi.org


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Prossime partenze

  • 14/09/19 21/09/19

Ti accompagnerà

Maria Elena

Maria Elena fin da bambina giocava nella terra e amava il silenzio e i colori della natura. Così dopo gli studi, questo amore per la bellezza e l’arte è diventato un lavoro, come guida turistica e naturalistica in Puglia e Basilicata, terre storicamente unite e simili. Vi porterà indietro nel tempo, quando imperatori e crociati percorrevano queste vie.

Maria Elena