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Avventura zaino in spalla Andalusia-Marocco, racconto di un viaggio sensoriale

Marocco, Spagna | Avventura zaino in spalla Andalusia-Marocco, racconto di un viaggio sensoriale

25 Novembre 2019

Il nostro viaggiatore Sergio, di ritorno dal viaggio in Andalusia e Marocco, ci ha inviato un breve racconto sulla sua esperienza che definisce “viaggio sensoriale”. Ne pubblichiamo un estratto.

Era più di un anno che stavo preparando un viaggio in Marocco. Non mi interessava la durata, anche tre giorni andavano bene. L’obbiettivo era visitare l’antichissima città blu di Chefchaouen. Una sera ne parlai con l’amico Andrea e lui senza battere ciglio mi dice: “si può fare ma non in estate che fa un caldo pazzesco”. Da quella sera quella meta divenne un’ossessione, non passava giorno che non consultassi internet in cerca di notizie, fotografie, preventivi. Ne parlai con mia moglie che pur non nascondendo tutte le sue paure e le sue ansie accettò l’idea di quel viaggio. I preventivi si accumulavano sulla scrivania fin che una sera Andrea mi parlò di ViaggieMiraggi. Mi misi subito in contatto con VeM e il primo novembre del 2019 l’amico Andrea e io ci trovammo all’aeroporto di Orio al Serio pronti per partire per la nostra avventura in Andalusia e Marocco. Il gruppo di partecipanti al viaggio era composto da noi due più tre ragazze, Barbara, Francesca e Anna più il nostro accompagnatore Paolo (…)

viaggio in Marocco

Arrivammo a Siviglia verso le 22:30 e trovammo ad aspettarci Paolo, Anna ritardò una mezz’ora perché era andata a vedere uno spettacolo di flamenco, quando il gruppo si riunì andammo a mangiare e a bere la famosa “birretta” poi ci dirigemmo all’ostello dove avremmo passato la notte (…)

Dopo colazione andammo ad incontrare Cristina la nostra guida che in poche ore ci fece visitare le cose più importanti di Siviglia, nel pomeriggio partenza per Tarifa l’estrema punta a sud della Spagna e trampolino di lancio per raggiungere l’Africa (…) La spiaggia bagnata dall’Oceano Atlantico era vissuta da una moltitudine di appassionati di surf e kitesurf, ma era talmente vasta che non li vedevamo nemmeno (…) La visita completa di Tarifa ci portò via il pomeriggio e parte della mattina successiva poi il traghetto in poco più di un’ora ci portò a Tangeri. All’arrivo conoscemmo Ismail il nostro referente in Marocco e con lui arrivammo ad una associazione locale dove incominciammo a conoscere il Marocco attraverso il cibo, tajin (il plurale si scrive con la esse?) boh! di verdure e un bicchiere di latte acido con pezzetti di burro (…) il mercato del pesce… impressionante!! E poi tutto il resto dell’immenso mercato (…) Mamma mia!… Ragazzi! Quanti colori e che odori, quanti suoni e soprattutto quante auto!!… Aiuto!!!. La sera fummo ospitati da una signora gentilissima di nome Naja e da sua figlia Hiba. Cenammo con un piatto di spaghetti rotti e pollo e sempre Ismail mi disse che quel piatto si chiamava “saffa” e appunto era composto da pasta, pollo, cannella, mandorle e cumino; la versione dolce avveniva con l’aggiunta di zucchero comunque le razioni erano abbondanti e poi il tè! Tutto cominciava con un te e finiva con un tè!

viaggio in Marocco

La mattina successiva facciamo esperienza dei due “grand taxi” con destinazione Chefchaouen, la “MIA” città blu (…) La città blu si rivela un sogno, molto meglio di quello che mi immaginavo, gli occhi si riempiono di tutte le tonalità di azzurro e un sogno si è realizzato (…) La cosa che mi fece un immenso piacere era vedere come sei persone sconosciute fino a tre giorni prima si comportassero da grandi amici, la libertà di espressione i ragionamenti su argomenti a volte anche abbastanza personali venivano affrontati seriamente per poi finire a riderne per una battuta di qualcuno. Ognuno viveva quell’avventura con le sue caratteristiche caratteriali, chi parlava, chi ascoltava, ma tutti partecipanti alle discussioni, non devo dimenticare Ismail vero collante del gruppo come settimo componente (…)

viaggio in marocco

Lasciammo quel villaggio il giorno dopo e a bordo ancora di grand taxi raggiungemmo Bellota (…) e arrivammo all’agriturismo che ci attendeva. Anche qui ci trovammo benissimo, il posto era incantevole pulito e tranquillo, andammo subito a visitare le varie coltivazioni (…) La sera la bellissima Rabab ci fece vedere come fare il pane e alcuni di noi provarono a impastare e cuocere sul fuoco il pane fatto con acqua sale e farina di semola, io feci le foto a tutti e un’altra magica notte passò serena. Penultimo giorno e direzione per Fes o Fez come si vuole dire. In macchina fino a Ouazzane per un un bus di linea locale ma il nostro bus non poteva partire perché un meccanico e pseudo meccanico stava cambiando i filtri aria e gasolio e da quello che potemmo vedere non era tanto in buone condizioni, solo Andrea sembrava interessato alla composizione del motore e solo per una questione linguistica dovette desistere dal sommergere il povero uomo di domande e consigli (…) Faceva caldo a bordo di quel bus ma quando arrivammo tutto ci riapparve fantastico. La sera visitammo la parte alta della città dove resistevano parti delle antiche mura, poi ci recammo al riad della famiglia Ajana dove dormimmo per due notti. Le visite alla città ci fecero scoprire tante meraviglie, notizie, informazioni, e poi il nostro viaggio sempre più sensoriale oltre che reale si rivelava sempre più come una meravigliosa esperienza, vissuta con persone fantastiche che non avevano paura del diverso e che accettavano nuove regole sempre con il sorriso sulle labbra. Io devo ringraziare, prima di tutto VeM per l’ottima organizzazione, poi le amiche Francesca, Barbara, Anna e gli amici Ismail, Paolo e Andrea oltre a tutte le guide che ci hanno permesso di vivere al meglio questo viaggio, tutti per avermi permesso di realizzare questo mio sogno che resterà indelebile nel tempo. Choukran

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