Il blog di VeM
Bando Rete VeM – Conosciamo i Progetti | ZANZIBAR
25 Febbraio 2026
Scopri i progetti vincitori del bando attraverso cui ViaggieMiraggi supporta finanziariamente associazioni della Rete di Turismo Responsabile!
Per conoscere meglio i Progetti vincitori del Bando Rete VeM, abbiamo chiesto alle associazioni di presentarsi attraverso un breve intervista.
E’ il turno di Zanzibar!
1. Presentare la propria associazione
SEND odv è un’organizzazione di volontariato nata in Trentino nel 2020, con l’intento di sostenere comunità in situazioni di svantaggio economico, sociale ed educativo. Ci impegniamo a costruire percorsi di formazione attiva, che aiutino le persone a sviluppare competenze professionali e capacità imprenditoriali, con un’attenzione particolare all’imprenditorialità sociale. Dal 2022 portiamo avanti il programma SKILLS4JOB a Jambiani, un villaggio di Zanzibar, offrendo a donne e giovani opportunità concrete di formazione e inclusione lavorativa.
2. Presentarsi e raccontare come è arrivato ad occuparsi di questo progetto
Mi chiamo Constantin, sono un educatore professionale e sono uno dei soci volontari fondatori di SEND odv. Da quando, nel 2022, ho iniziato a coordinare il programma SKILLS4JOB di SEND odv a Jambiani, ho avuto la possibilità di entrare in contatto diretto con le storie, le fatiche e le speranze della comunità locale. In collaborazione con l’associazione WHY – A World Home for Youth, nostro partner sul territorio, è nata l’idea di avviare un panificio sociale: una risposta concreta al desiderio di molte donne di formarsi, generare reddito e conciliare il lavoro con la cura della famiglia, affiancando così al tradizionale lavoro della coltivazione di alghe un’attività più stabile e sostenibile.
3. Se il vostro progetto fosse un verbo, quale sarebbe? Un’azione che racconta cosa vuole fare davvero
Fiorire. Perché il nostro intento è proprio questo: accompagnare le persone – in particolare le donne – a riconoscere e far sbocciare il proprio potenziale, a crescere in autonomia e fiducia, dentro un contesto che le valorizzi e le sostenga.
4. Come bilanciate il rispetto delle culture locali con gli obiettivi e i valori del progetto? C’è un aspetto della cultura locale che vorresti assolutamente valorizzare nel progetto?
Il rispetto nasce dall’ascolto. Il progetto si costruisce insieme alla comunità, passo dopo passo, senza imporre modelli esterni. Puntiamo a valorizzare ciò che già c’è: conoscenze, pratiche quotidiane, relazioni. Tra tutti, vogliamo rafforzare un aspetto prezioso della cultura swahili: la solidarietà tra donne, una forza silenziosa, ma potente, capace di generare cambiamento e tenere unite le persone nei momenti di difficoltà.
5. Immaginiamo di tornare sui luoghi del progetto tra qualche anno: cosa speri che ti raccontino le persone che oggi stanno aspettando che tutto cominci?
Vorrei sentirmi dire: “Ce l’abbiamo fatta.” Che il panificio è diventato qualcosa di più di un luogo di lavoro: uno spazio di crescita, dignità, collaborazione. Che le donne coinvolte si sentono più sicure di sé, più libere, e che il progetto ha lasciato radici nella comunità. E magari, che qualcuna di loro sta già accompagnando altre donne a intraprendere lo stesso cammino anche in altri ambiti.
6. Se dovessi paragonarti a un animale simbolico del territorio in cui si svolge il progetto, quale sceglieresti… e perché ti rappresenta in questa fase del progetto?
Mi sento come un granchio del reef: piccolo, tenace, abituato a muoversi tra mondi diversi. Proprio come lui, cerco ogni giorno di trovare equilibrio tra il rispetto del contesto locale e l’energia del cambiamento, avanzando a piccoli passi, ma con determinazione, anche quando la marea sembra sfavorevole.