Appello ICE per la Palestina

16 Settembre 2022

Diamo voce all’appello ICE e alla raccolta firme per la regolamentazione dei commerci attuati con le colonie illegali

ll Coordinamento Europeo per la Palestina ha lanciato una ICE – Iniziativa dei Cittadini Europei – che prevede la raccolta di firme, 1 milione in tutta Europa (in Italia ca. 55.000), affinché la Commissione Europea apra la discussione sul blocco dell’import e dello scambio di beni e merci da e con le colonie illegali (israeliane e nel Sahara occidentale, attualmente, ed eventualmente per il futuro).

Si tratta di una misura riguardante il commercio, non una sanzione. Questa Iniziativa dei Cittadini europei riguarda tanto la prevenzione di future aggressioni territoriali, quanto la regolamentazione del commercio dell’Unione europea con le colonie illegali già esistenti. Questo è il motivo per cui l’ICE invita la Commissione europea ad adottare regolamenti validi per qualsiasi scambio commerciale con le colonie illegali. Si noti che si tratta dell’esatto opposto di una sanzione, che è invece limitata nel tempo e applicabile solo su un determinato territorio.

La raccolta firme è cominciata a febbraio 2022 e avrà la durata di un anno.

In Italia hanno già aderito all’iniziativa alcune associazioni della Rete Italiana Pace e Disarmo (AssopacePalestina, Fiom-Cgil, Un Ponte Per, Pax Christi). Sono aperte le adesioni

Questo è il Sito web della campagna promozionale:
http://www.stoptradewithsettlements.org/italian/

Questo il link al testo della petizione in italiano come appare sul sito della Commissione Europea .

TESTO

Garantire la conformità della politica commerciale comune con i trattati dell’UE e con il diritto internazionale

Iniziativa dei cittadini europei
Regolare le transazioni commerciali con soggetti di paesi occupanti basati o operanti in territori occupati impedendo l’entrata nel mercato dell’UE di prodotti provenienti da tali luoghi. La Commissione, in qualità di custode dei trattati, deve garantire la coerenza della politica dell’Unione e il rispetto dei diritti fondamentali e del diritto internazionale in tutti i settori del diritto dell’Unione, compresa la politica commerciale comune. Deve proporre atti giuridici fondati sulla politica commerciale comune per impedire che soggetti giuridici dell’UE importino prodotti originari di insediamenti illegali in territori occupati e esportino in tali territori, onde preservare l’integrità del mercato interno e non favorire o contribuire al mantenimento di tali situazioni illecite. L’iniziativa invita pertanto la Commissione a presentare una proposta di atto giuridico nell’ambito della politica commerciale comune che sia di natura generale e non riguardi un paese o un territorio specifico.

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