Il blog di VeM
Bando Rete VeM – Conosciamo i Progetti | NAPOLI
3 Marzo 2026
Scopri i progetti vincitori del bando attraverso cui ViaggieMiraggi supporta finanziariamente associazioni della Rete di Turismo Responsabile!
Per conoscere meglio i Progetti vincitori del Bando Rete VeM, abbiamo chiesto alle associazioni di presentarsi attraverso un breve intervista.
E’ il turno di Napoli!
1.Presentare la propria associazione
L’Associazione Teatro Ricerca Educazione (Trerrote) si occupa da 10 anni di rivalutare le periferie attraverso l’arte sociale e in particolare attraverso il teatro. Teatro Ricerca Educazione) è una associazione che nasce dal sodalizio di professionisti del teatro , dell’ educazione e della psicologia provenienti dall’esperienza dei Maestri di Strada , riunitisi attorno all’idea che arte e educazione concorrono insieme a individuare mobilitare e trasformare le risorse interiori delle giovani persone e alla rigenerazione umana e urbana delle periferie dell’animo e della città. Il nostro lavoro artistico e sociale è dunque da sempre fortemente connesso ai processi educativi che svolgiamo con bambini e giovani a rischio di esclusione sociale.
2.Presentarsi e raccontare come è arrivato ad occuparsi di questo progetto
Ci occupiamo di laboratori teatrali , di formazione educativa e artistica , di spettacoli di comunità ,performance ed eventi culturali. Da più di sette anni realizziamo un tour di comunità in cui i giovani, i docenti , gli educatori e in generale i cittadini con cui entriamo in contatto raccontano se stessi e le esperienze e metodologie educative che gli permettono di valorizzare le proprie risorse interiori e professionali mettendole a servizio del territorio e della comunità. Coinvolgiamo in particolare i giovani che crescono nelle nostre attività educative e teatrali e che alla fine del loro percorso vengono formati come animatori artistici e educativi e guide narranti del territorio. Da diversi anni il nostro tour di comunità viene promosso dalla Cooperativa Viaggi e Miraggi che mette in connessione la nostra associazione con scuole e viaggiatori che sono interessati a conoscere le metodologie educative dei maestri di strada e dell’arte educazione nonché come un territorio può essere rivalutato attraverso l’empowerment della comunità.
3.Se il vostro progetto fosse un verbo, quale sarebbe? Un’azione che racconta cosa vuole fare davvero
Ispirare. Al centro dei nostri tour di comunità, delle nostre passeggiate nei quartieri dove lavoriamo vi è l’incontro con quelli che noi definiamo i monumenti umani. Nei quartieri periferici dove lavoriamo dove spesso sia i paesaggi naturali sia i fabbricati storici sono stati deturpati e soppiantati da una urbanizzazione improvvisa e caotica, luoghi di desertificazione sociale economica assumono ai nostri occhi primario interesse , le persone che nonostante tutto li abitano animati da volontà di cura e desiderio di riscatto, quelli che chiamiamo “ i monumenti umani “, ovvero quegli abitanti che per le loro attitudini , esperienze e storia di vita, incarnano i tratti salienti della storia e delle potenzialità di sviluppo di quel territorio o coloro che da soli o in forma associativa contribuiscono con il loro impegno alla trasformazione e rivalorizzazione del quartiere , raccontandone le molteplici storie , svelando la bellezza nascosta dal pregiudizio, animandolo economicamente, socialmente e culturalmente con le loro attività. L’obiettivo di questi incontri è di ispirare i giovani a scoprire la propria vocazione la propria inclinazione e comprendere come metterla al servizio della comunità e della rinascita del proprio territorio.
4.Come bilanciate il rispetto delle culture locali con gli obiettivi e i valori del progetto? C’è un aspetto della cultura locale che vorresti assolutamente valorizzare nel progetto?”
Il progetto intende valorizzare la comunità del territorio proprio perché è incentrato sul coinvolgimento attivo dei giovani e dei cittadini. Il tour pone al centro del suo racconto in particolare le attività educative e di rigenerazione umana e urbana del territorio. La cultura che ci interessa è la cultura della partecipazione civile , raccontata da cittadini e da associazioni che si danno da fare per sostenere la crescita del territorio e della sua comunità valorizzando i talenti, i luoghi , le storie di vita e le culture locali.
5.Immaginiamo di tornare sui luoghi del progetto tra qualche anno: cosa speri che ti raccontino le persone che oggi stanno aspettando che tutto cominci?
Speriamo raccontino i percorsi di crescita , di empowerment che le iniziative di questo progetto hanno promosso nei giovani coinvolti , quanto il racconto di sé , la formazione come guide narranti , l’animazione artistica e culturale abbiano contribuito alla loro crescita come persone e cittadini . Siamo certi inoltre che anche i cittadini e le associazioni valorizzate e raccontate dal tour , racconteranno dell’incoraggiamento che la loro attività ha ricevuto dall’apprezzamento di tanti studenti e viaggiatori , nonché la nascita di nuove relazioni e sinergie. Infine siamo convinti che questo racconto della bellezza nascosta di questo territorio e l’incontro con i suoi monumenti umani possa rinsaldare i legami tra i giovani stessi e il loro territorio facendoli diventare una parte attiva che possa contribuire alla sua trasformazione
6.Se dovessi paragonarti a un animale simbolico del territorio in cui si svolge il progetto, quale sceglieresti… e perché ti rappresenta in questa fase del progetto?
In maniera non ironica potremmo paragonarci agli asini , non certo perché ci occupiamo di dispersione scolastica, ma perché ci è vicina la testardaggine e la determinazione di questi animali di scegliere da soli la propria strada, testardaggine in realtà solo apparente. Infatti, gli asini hanno la cattiva fama di essere cocciuti e testardi, dovuta alla cattiva interpretazione, da parte di alcuni, degli istinti di conservazione di tale animale. Se un asino si rifiuta di andare avanti non è testardaggine, ma attenzione e precauzione. Nelle zone desertiche, dove l’asino trova le sue origini, la fuga istintiva sarebbe un rischio troppo grande. Non prestando attenzione a dove va potrebbe inciampare e cadere in pasto ai predatori. Così per noi la riflessività , in quanto artisti ma anche educatori è il centro focale che guida la progettazione delle nostre attività. Riflessività che coinvolge adulti e giovani , operatori e utenti , cittadini e rappresentanti istituzionali, al fine di rendere quanto più complesse e aperte a tutti gli sguardi le nostre attività di rigenerazione urbana e umana dei territori.