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Capo Verde: saluti sospesi
foto di Sergio Bordignon

Capo Verde: saluti sospesi

31 Marzo 2021

Un articolo a cura di Sergio Bordignon

Sergio Bordignon

leggi la prima parte dell’articolo

[…] Oggi la nostra destinazione è Sao Francisco, cittadina poco distante da Praia, a nord dell’aeroporto.
La prima tappa è la grotta di Lazaro. Ci sono due versioni della storia di questa grotta: la prima (poco attendibile) è che sia la grotta in cui venne sepolto Lazzaro, e che Gesù fece resuscitare. Secondo l’altra storia invece si ritiene che questa grotta fosse il nascondiglio del tesoro di Lazzaro, una sorta di Robin Hood Capoverdiano, anche se non sono mai state trovate tracce del suo tesoro. Dopo esser scesi nella grotta, incontriamo i ragazzi della comunità e partiamo per un mini trekking. Lungo la strada ci fanno vedere luoghi abbandonati dell’antico insediamento di Sao Francisco, come la lavanderia o quel che rimane dell’antico sistema di irrigazione. Viene spiegato che la strada che ora si percorre solo a piedi era l’antica strada che portava al mare, ora in disuso in seguito alla costruzione di una strada asfaltata. I ragazzi pongono l’attenzione agli effetti dell’erosione dell’acqua, che è sì fonte di vita e crescita della vegetazione nella vallata, ma anche causa di danni ed erosione quando cade in abbondanza come successo lo scorso anno. Arriviamo nella magnifica spiaggia di Sao Francisco, picnic e relax. Oggi purtroppo c’è molto vento, quindi niente bagno.

Rientro in auto a Sao Francisco, al centro di riciclaggio della plastica, dove – assieme ai ragazzi del corso di ingegneria dell’Università – assistiamo alla spiegazione del processo di riciclo della plastica, e successiva dimostrazione pratica.

Ultimo giorno di visita delle comunità. Prima tappa: Porto Gouveia. Qui ci viene spiegato il progetto di valorizzazione del Pano de Terra, e la difficoltà di trovare uno spazio per il laboratorio. Il progetto prevede di realizzare anche un punto ristoro, dove poter fare una buona colazione, e acquistare i prodotti locali realizzati da associazioni di donne (sapone, bambole, pupazzi, ….).
Si prosegue verso Porto Mosquito, e saliamo in barca: direzione Baia do Inferno. Aguzziamo la vista in cerca di balene e delfini, ma nonostante il mare molto calmo, non riusciamo ad avvistarli. Si può però godere di uno splendido paesaggio e ammirare alcune specie di uccelli marini, che in queste scogliere trovano un habitat perfetto. Entrata nella Baia do Inferno, ai piedi delle Falesie alte 400-500 m. Proseguiamo verso una piccola spiaggia dove è possibile fare il bagno e snorkeling tra gli scogli.
Rientriamo a Porto Mosquito e ci godiamo un ottimo pranzo in famiglia.

Dopo un paio di giorni, a Praia abbiamo incontrato di nuovo tutti i ragazzi delle quattro comunità per un Workshop durante il quale sono stati spiegati i principi del Turismo Responsabile e portati alcuni esempi di turismo comunitario di altri viaggi di ViaggieMiraggi.
E’ stato bello vedere il loro entusiasmo nel valorizzare i punti di forza delle loro comunità, e la sinergia creatasi tra ragazzi che non si erano quasi mai visti, ma che hanno in comune l’amore per il loro territorio e la voglia di far conoscere la loro cultura agli altri.

Me ne torno in Italia (dopo l’ennesimo tampone negativo) con una ritrovata energia, sicuro ritornare in questo paese perché mi è mancato vedere i sorrisi, nonostante gli occhi brillassero lasciando immaginare cosa ci fosse dietro la mascherina. E i ragazzi e le ragazze di Porto Mosquito, Porto Gouveia, Sao Francisco e Porto Rincon avanzano un abbraccio che non c’è potuto essere.