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Guatemala: cibo, curiosità e cultura

Guatemala: cibo tipico

Alimenti tipici:

  • Cereali: riso, mais, ecc.
  • Carne e pesce: ottimi i frutti di mare, la carne è alla base del menu guatemalteco
  • Verdura e frutta: particolarmente diffuso l’uso di fagioli neri, frutta tropicale in abbondanza, ad esempio melone, papaya, pompelmo, mango, ecc.
  • Bevande: il caffè è ampiamente diffuso. Spesso ottimo, a volte è estremamente leggero e zuccherato. La birra è in gran parte o scura o chiara, mentre il rum e il Quetzalteca, un liquore forte di colore bianco, sono le bevande più amate del paese.

Piatti tipici
L’ingrediente principale della gastronomia guatemalteca è la carne alla griglia, fritta o preparata in diversi modi. Buoni ed economici i piatti a base di riso e fagioli.
Immancabili pollo fritto e tortillas; un altro piatto molto diffuso in Guatemala è il tamales, fagottini di mais ripieni di pollo cotti al vapore. Una zuppa di pesce molto famosa è quella di Lívingston, il Tapado: cucinata nel latte di cocco e insaporita con il coriandolo. I dolci sono difficili da reperire, nelle panetterie è possibile trovare del pane zuccherato.

Comportamento

Misure di precauzione e prudenza
In generale è bene attenersi scrupolosamente a norme di prudenza evitando comportamenti che possano attirare l’attenzione, come indossare gioielli o anche bigiotteria, mostrare apparati elettronici – specialmente telefoni cellulari. È anche consigliabile disporre sempre di piccole somme di denaro, da consegnare in caso di assalto, ed evitare di opporre resistenza. Si raccomanda di non viaggiare nelle ore notturne, specialmente da soli. Si sconsiglia il turismo fai da te.
È necessario adottare estrema cautela anche nella scelta dei trasporti: gli autobus pubblici (per lo più vetture statunitensi riciclate) ricevono poca manutenzione e incorrono spesso in incidenti, causati anche dalla guida “spericolata” dei conducenti. La “Ley de tránsito” prevede il fermo precauzionale di tutte le persone coinvolte in un incidente stradale con feriti, compreso il fermo dei feriti stessi. È necessario pertanto che il turista informi immediatamente l’Ambasciata italiana di un eventuale coinvolgimento in incidente stradale, affinché si possa rapidamente intervenire in caso di fermo di Polizia.
Si raccomanda inoltre di non avventurarsi da soli in zone al di fuori dei circuiti turistici classici. Non è opportuno fotografare persone o bambini nelle zone rurali senza un esplicito consenso.

Mance
Nei ristoranti in Guatemala è d’uso lasciare una mancia del 10%.

Acquisti
Gran parte degli alberghi e dei negozi praticano prezzi fissi, ma ai mercati sarà sempre più conveniente contrattare il prezzo; ricordate di conservare sempre il senso dell’umorismo e di inquadrare le situazioni dalla giusta prospettiva.
La creatività degli artigiani di questo paese non ha limiti, troviamo mercatini con stoffe e molti oggetti in tessuto dai colori vivaci come borsette, sciarpe, tovaglie, coperte, arazzi e camicette ricamate dalle donne indios. Si possono trovare anche articoli per la casa come utensili in legno, bicchieri in vetro soffiato o piatti di ceramica.
E’ anche facile però trovare bracciali, anelli e collane a basso prezzo e sempre con l’opzione di contrattazione.

Religioni

In epoca coloniale l’unica religione era quella cattolica. In epoche recenti vi è stato un progressivo aumento della componente protestante: attualmente circa il 40% dei guatemaltechi è di religione protestante, soprattutto pentecostale.

Un’esigua percentuale (intorno all’1% della popolazione) pratica religioni tradizionali maya, spesso mediante riti tradizionali incorporati in cerimonie cristiane. Tale fenomeno è indice del forte sincretismo tra cultura ispanica e amerindia.

Guatemala: libri consigliati

Mi chiamo Rigoberta Menchú
di Elisabeth Burgos (Giunti, Firenze 1999; collana ‘Superastrea’) racconta la vita del premio Nobel per la pace 1992 tra la gente maya dell’altopiano e ricostruisce la storia della sua presa di coscienza sociale.

La civiltà dei Maya
di Herbert Wilhelmy (Laterza, Bari 1985, ‘Collezione storica’; nel 1990 è stato ripubblicato dall’editore nella collana ‘Biblioteca Universale’): uno dei migliori saggi reperibili in italiano su questo tema. Attraverso l’apporto di numerose scienze, l’autore ricostruisce i modi di vivere e di pensare dei Maya, dedicando grande attenzione all’evoluzione della cultura in rapporto al territorio e al clima.

Maya
di Omero Barletta (EDT, Torino 1997) è un viaggio fotografico seguendo la ‘Ruta Maya’, per raggiungere siti archeologici lontani e sconosciuti al grande flusso turistico.

Civiltà al sole
di C. W. Ceram (Mondadori, Milano 1997): per chi ama l’archeologia.

America Latina
di Alberto Cuevas (Edizioni Lavoro, Roma 1993-5; in due volumi): il primo volume fornisce una compiuta ricostruzione della storia latinoamericana dalle civiltà precolombiane all’indipendenza, mentre il secondo si sofferma sui protagonisti storici e sulle correnti di pensiero che hanno animato le vicende politiche.

Miti maya e aztechi
di Karl Taube (Mondadori, Milano 2001) è un classico sull’argomento.

Il tempo comincia a Xibalbà
di Luis de Lion (Selene, Milano 2000) è un romanzo ‘maya’ ambientato nel Guatemala dei giorni nostri, ricco di atmosfere magiche ma per nulla folcloristico.

Mulatta Senzanome
di Miguel Angel Asturias (Mondadori, Milano 2001): l’anima del Guatemala e la sua umanità meticcia vibrano in uno dei migliori romanzi dello scrittore, vincitore del Premio Nobel.

Dizionario storico-biografico degli italiani in Ecuador e Bolivia
di Luigi Guarnieri Calò Carducci (Il Mulino, Bologna 2001) Comprende due saggi introduttivi sull’emigrazione italiana in questi paesi, e un dizionario che elenca gli italiani che contribuirono con il loro lavoro e le loro idee alla formazione del tessuto sociale in Sud America.

L’altro Occidente
di Marcello Carmagnani (Einaudi, Torino 2003) Un’analisi di storia comparata che tenta di dare una visione completa e documentata della storia dell’America Latina dal ‘500 a oggi.

La frontiera scomparsa
di Luís Sepúlveda (Guanda, Milano 2000) Un romanzo che racconta di un viaggio in America Latina, con alcuni episodi ambientati in Ecuador.

Le isole incantate
di Herman Melville (Rizzoli, Milano 1992) Il romanzo del grande scrittore statunitense che raccoglie le memorie di un pirata-poeta, ha come sfondo la natura incontaminata delle isole Galapagos.

Sul Gringo Trail
Di Mark Mann (Tea, Milano 2003) Il diario di un viaggio attraverso l’America Latina, durante il quale ciascuno dei protagonisti è alla ricerca di emozioni diverse, tutti sono uniti però da una insaziabile curiosità e dalla voglia di scoprire nuovi luoghi.

Taita Proano. L’avventura di un vescovo tra gli indios dell’Ecuador
di Giovanni Ferrò (Edizionio gruppo Abele, Torino 1998) Ripercorre la vita del ‘vescovo degli Indios’ che spese la sua vita a fianco degli indigeni dell’Ecuador. A fare da sfondo alle opere di Proano gli avvenimenti politici e sociali di una società tormentata da un potere politico ingiusto e violento.

Guatemala: cibo, curiosità e cultura