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In Iran alla scoperta di villaggi, zafferano, pistacchio e il deserto
Foto di Alireza Salary

Iran | In Iran alla scoperta di villaggi, zafferano, pistacchio e il deserto

26 Luglio 2019

Abbiamo intervistato Ala, la nostra referente iraniana che accompagna il viaggio in Iran dall’11 al 25 ottobre, alla scoperta di zafferano, pistacchio, zereshk e il deserto! Ci racconta degli incontri unici che faremo con le comunità locali e le atmosfere che vivremo in un viaggio inusuale nell’antica Persia

 

Durante il viaggio si incontreranno delle associazioni locali. Puoi parlarci delle realtà con le quali si verrà a contatto?

A Teheran ci sarà un incontro con un’esponente di una associazione locale ed esperta di letteratura persiana, una delle autrici dell’unica enciclopedia per bambini e adolescenti scritta in Iran. Da più di 20 anni realizza come volontaria biblioteche specializzate per donne e bambini in tutto il paese. Da più di quattro anni insegna gratuitamente le basi scolastiche a immigrati afghani nella sua piccola libreria.

A Shahdad invece si svolgerà un incontro con un gruppo di donne che sta portando avanti un progetto di cooperazione artigianale, nato dall’esigenza di ridurre l’eccessivo consumo idrico della zona dovuto all’attività agricola, che aveva seccato gli acquedotti dell’area. Grazie a questo progetto il gruppo ha generato un reddito familiare sufficiente a ridurre l’attività agricola e il consumo di acqua.

Infine, a Qa’en si incontrerà una ONG che si occupa di potenziare le realtà lavorative dei piccoli centri trovando fondi e finanziatori per i loro progetti, recuperando arti e mestieri antichi, realizzando biblioteche itineranti per i piccoli centri e tanto altro.

A Esfahak si farà la conoscenza con delle persone che hanno deciso di restare nel villaggio. In quali progetti sono impegnate?

Le persone rimaste a Esfahak hanno ricostruito il centro storico della città e hanno dato vita a diversi eco-lodge. Queste strutture sono gestite da persone locali che si occupano di tutte le attività connesse e della continua ricostruzione e ristrutturazione degli edifici.

Un altro progetto legato alla rinascita della città è il recupero degli antichi mestieri del luogo: diverse donne si stanno impegnando in queste attività artigianali. A Esfahak inoltre esiste una scuola molto interessante chiamata che insegna a costruire col fango vari elementi architettonici, fondata due anni fa da un architetto iraniano molto famoso.

A Qa’en si parteciperà alla cerimonia della sfioritura dello zafferano con i contadini. Com’è l’incontro con i produttori di zafferano e come si svolge la cerimonia di sfioritura?

A Qa’en il gruppo sarà accolto all’interno delle case e delle famiglie di contadini e potrà partecipare a quella che per i locali è una vera e propria cerimonia a cui partecipano tutti i componenti della famiglia. La cerimonia sarà diretta dalla figura più anziana che racconterà storie e canterà per i più giovani. Si potranno vedere tre generazioni insieme lavorare a staccare gli stimmi dai fiori dello zafferano in un clima di intima unione familiare. Infine si assaggerà il dolce ufficiale della festa: dall’aspetto di panna montata, in realtà si realizza con delle erbe e zucchero montati insieme.

Questo viaggio ha un itinerario ispirato anche alle specialità gastronomiche dell’Iran. A questo proposito, che cos’è lo zereshk?

Lo zereshk è una bacca rossa commestibile che in italiano si chiama “crespino”. Gli alberi che la producono sono alti da uno a cinque metri, queste bacche hanno ottime proprietà nutrizionali: contengono vitamina C e proprietà antiossidanti e antibiotiche. Lo zereshk ha un gusto leggermente acido e appena raccolto si mangia fresco o si producono bevande, altrimenti lo si secca e si aggiunge a diversi piatti della tradizione iraniana. L’Iran produce il 98% di zereshk a livello mondiale.

Qual è la bellezza dei deserti che si attraverseranno durante questo viaggio?

Il viaggio sarà costantemente in zone desertiche, ma durante l’itinerario si avrà modo di vedere uno dei più bei deserti iraniani: Lut! Nel 2016 l’UNESCO ha riconosciuto questo deserto come patrimonio mondiale dell’umanità. Qui è possibile ammirare delle grandissime dune solcate dal vento e maestose torri rocciose erose dal vento. Lut è tanto bello quanto caldo: per diversi anni è risultato essere il posto più caldo nel mondo, nel 2005 ha raggiunto nel periodo estivo i 70,7°C.

Per tre notti si dormirà in eco-lodge in paesini lontano dalle principali città e fonti di luce per cui sarà possibile ammirare uno spettacolo unico: il cielo stellato del deserto!

(intervista di Davide Tonna)