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La Giordania è uno scrigno: viaggio con la ONG Vento di Terra

Giordania | La Giordania è uno scrigno: viaggio con la ONG Vento di Terra

13 luglio 2017

“La Giordania è uno scrigno, un territorio incastonato tra monti e distese desertiche. È un luogo speciale, si può visitare dalla barriera corallina al Mar Morto, alle città d’arte Petra e Wadi Rum. È davvero un Paese unico nel contesto circostante”.
Annibale della ONG Vento di Terra ci parla della Giordania, dove opera – così come in Palestina – dallo scoppio della guerra civile in Siria dedicandosi ai diritti dei bambini e delle madri.

“Abbiamo ristrutturato tre scuole ad Amman e gestiamo due centri educativi che prestano assistenza ai siriani rifugiati nella regione di confine tra Giordania e Siria” racconta “La popolazione qui resiste in condizioni limite, con un deserto rovente d’estate e la neve d’inverno. Grazie al lavoro di due operatrici italiane e di quattro operatori locali ci occupiamo di educazione non formale per bambini dai 6 ai 12 anni e di servizi di supporto ai servizi e all’ igiene in situazioni di emergenza”.

Le esperienze dei viaggiatori che arrivano qui sono diverse. “Uno dei segni più evidenti lasciati qui dai viaggiatori? Un esempio diretto che mi viene in mente è quello di Jacopo, che nel dicembre 2016 ha realizzato in uno dei centri la scritta “Peace”, pace. Ma in realtà i contributi dei viaggiatori sono tanti quando visitano i campi e talvolta fin dalla partenza dall’ Italia, quando si preparano al viaggio”. Medici, giornalisti, videomaker, infermieri: prima o dopo il viaggio ognuno mette a disposizione le proprie conoscenze o capacità, i contatti in Italia, i consigli sull’ organizzazione del centro, un intervento diretto da realizzare con i colleghi infermieri o psicologi, a seconda dell’esperienza personale.

Un viaggio che è un’ esperienza a tutto tondo, dal momento che si entra in contatto sia con l’eccellenza di un Paese che con le sue criticità. “Nei villaggi informali si comprende la situazione limite di questo Paese, dove ci sono oltre 700.000 profughi siriani, oltre a iracheni e palestinesi. Si prende coscienza di una realtà critica, dove il 10% della popolazione attuale è giunta qui negli ultimi anni”.

Ma la Giordania è stata anche meta di turismo di massa per anni e spesso il turismo ha avuto effetti negativi sulle comunità locali. “Noi siamo discreti e viaggiamo con un piccolo pulmino. La relazione che si crea con la popolazione locale è di un certo tipo, il viaggiatore dimostra la disponibilità a entrare in contatto”.

Una disponibilità che anche i ragazzi più giovani dimostrano: “toccano con mano la storia e i problemi scottanti che leggono e vedono in tv. Tutto quello diviene realtà durante il viaggio e devo dire che arrivano preparati grazie a letture, film e quanto studiano a scuola”. Questa è la chiave del viaggio, secondo Annibale, che unisce l’attualità con storia e natura, per menti abituate ad andare oltre la forma, il semplice sguardo. “Per adulti e ragazzi che intraprendono questo viaggio il mettersi in gioco e la relazione diventano un elemento imprescindibile dell’esperienza”.