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Francia | Cibo e cultura

Mance in Francia, come funziona?

Lasciare la mancia non è obbligatorio, però, come in Italia, può essere fatto tranquillamente arrotondando il conto per eccesso e viene inteso come un riconoscimento di cortesia, professionalità e apprezzamento della cucina locale.

Cosa si mangia in Francia?

La cucina francese si basa prevalentemente sui prodotti del territorio. Gli emblemi riconosciuti in tutto il mondo sono i formaggi e le escargots.  Si trova moltissimo cibo Bio proveniente da produttori locali. Il contorno più diffuso è sicuramente la ratatouille, l’ingrediente più utilizzato è senza dubbio la crème fraîche e non esiste insalata che non sia accompagnata da una studiatissima vinaigrette.  

La cucina francese si distingue fin dalle origini per lo spazio preponderante che dedica ai piatti di carne tra cui il filetto alla Chateaubriand, un piatto eccellente per chi ama la carne molto pepata, l’entrecôte, che i francesi portano in tavola insaporita dallo scalogno, il boeuf bourguignon, uno stufato di carne nel vino Borgogna e, per i più audaci, la tête de veau, la testina di vitello che, accompagnata dalla salsa gribiche, era in origine presentata intera prima di essere tagliata e servita con tutt’intorno le cervelle, la lingua e le orecchie.

Si trova un’alta varietà e qualità di pesce di mare e di lago, oltre ad una vastissima scelta di frutti di mare e di ostriche da consumare freschissime. Molto diffuso l’accostamento tra cozze e patatine fritte, le moules-frites, soprattutto in Normandia.

Si mangia spesso anche la zuppa di pesce: tra tutte, la più famosa è la bouillabaisse marsigliese, il cui nome deriva dall’occitano bolhabaissa, una parola composta dai due verbi bolhir (bollire) e abaissar (cuocere a fuoco lento). La ricetta base comprende l’uso di almeno quattro pesci fondamentali: scorfano, triglia, grongo e gallinella, nonché di invertebrati come mitili e granchi. Viene servita con la rouille, una salsa maionese fatta con fumetto di pesce, abbondante aglio, tuorlo d’uovo, olio di oliva, zafferano e peperoncino.

Mille sfumature di…formaggi e desserts!

Sapevate che i formaggi francesi sono più di mille? Ebbene sì, il binomio formaggio-Francia è talmente forte che sarebbe difficile pensare ai formaggi senza i francesi e viceversa. E sapevate che, sempre in Francia, i formaggi si consumano alla fine del pasto in alternativa al dolce?         

Questo paese offre una varietà incredibile di formaggi, tra quelli a pasta molle, come Camembert, Coulommiers, Munster, quelli a pasta erborinata, come Roquefort e Bleu d’Auvergne, e quelli a pasta dura, come il Comté. Secondo le statistiche ogni cittadino francese consuma circa 24 Kg di formaggio all’anno, posizionandosi al secondo posto a livello mondiale, dopo la Grecia (25,4 kg).

Altrettanto variegato è il panorama dei dolci, con cui i francesi concludono SEMPRE i pasti. Tra i più conosciuti:          

  • La tarte tatin: mentre stanno preparando una torta di mele nel loro ristorante di Lamotte-Beuvron in Sologne, le sorelle Caroline e Stéphanie Tatin la dimenticano nel forno, facendola così bruciare. Decidono di salvare le mele caramellate e di versarvi sopra della pasta… Ecco nata la tarte Tatin!
  • La religieuse: è stata inventata nel 1855 da Frascati, celebre pasticciere-gelataio parigino. All’inizio aveva una forma diversa: un quadrato di pasta choux riempito di crema pasticciera e ricoperto di panna montata.
  • Il Paris-Brest: in onore della corsa ciclistica Paris-Brest del 1905, questo dolce a base di crema al burro, mandorle pralinate e pasta choux ha la forma di una ruota di bicicletta.
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