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Viaggio in Puglia, tra le tradizioni della Grecìa salentina – Parte 2

Puglia | Viaggio in Puglia, tra le tradizioni della Grecìa salentina – Parte 2

13 Maggio 2019

Un articolo a cura di Simona Barranca

Simona Barranca

Siamo stati invitati a scoprire Zollino, piccolo borgo di circa 2000 anime in provincia di Lecce, incastonato tra ulivi e mare nel cosiddetto Salento di Mezzo, meta del turismo lento e di scoperta delle tradizioni della Grecìa salentina. Questa è la seconda parte del racconto di Simona! Trovi la prima puntata qui.

 

Scoprire fermando il tempo

A Zollino si respira il profumo di storia antica, non solo per i canti della passione, ma anche grazie alla presenza di due menhir e un dolmen risalenti all’età preistorica, le pozzelle, suggestivi pozzi in pietra, i resti di un complesso sistema di raccolta idrico risalente al 18° secolo e il bellissimo frantoio ipogeo, un piccolo esempio dei numerosi frantoi sotterranei presenti nella zona, che è stato utilizzato fino al 1940, poi abbandonato e in seguito fedelmente ristrutturato.

Riscaldati dal calore dato dal riverbero della luce sulla candida pietra leccese, è stato un piacere scoprire passeggiando la chiesa bizantina dedicata ai Santi Pietro e Paolo apostoli e quella barocca di Sant’Anna

Viaggio in Puglia

e perdersi per le viuzze del paese che regalano inaspettate aperture sulle case tipiche chiamate “a corte”, in cui il tempo sembra davvero essersi fermato. È proprio questa una delle sensazioni ricorrenti che abbiamo provato: in alcuni scorci sembra quasi di essere catapultati in un’epoca che fu.

Se capitaste a Zollino vi consigliamo di passare dalla stazione e sedervi ad aspettare una littorina delle Ferrovie del Sud Est, di accomodarvi in una delle due carrozze che profumano di pelle impolverata e di raggiungere la bella Otranto lasciandovi sconvolgere dai paesaggi immobili di ulivi secolari che si protendono verso il mare, accarezzati dal vento.

Viaggio in Puglia

A Zollino abbiamo scoperto anche una vocazione al turismo slow, quello che piace a noi, sostenuto da un’amministrazione comunale che ha voluto valorizzare le tradizioni culturali per promuovere il patrimonio materiale e immateriale, non solo nel periodo estivo, favorendo dunque la destagionalizzazione e la mobilità sostenibile. Zollino si trova infatti in una posizione strategica ed è una possibile tappa del tratto di Via Francigena da Brindisi a Otranto e di itinerari di cicloturismo.

 

Assaporare a km 0

In ogni viaggio, soprattutto nel nostro Bel Paese, si scopre anche attraverso il gusto. La Puglia, in particolare, offre ghiotte occasioni di poter assaporare eccellenze del territorio preparate secondo tradizioni antiche. Zollino, ad esempio, è rinomata per due prodotti tipici a cui è anche dedicata una simpatica statua in una delle piazze del paese: il pisello nano e la fava, coltivati secondo tradizionali tecniche colturali, tramandate da padre in figlio. Questi due legumi sono oggi una vera e propria rarità e sono custoditi qui con amore di generazione in generazione.

Il Pisello Nano è coltivato da tempi immemori e si consuma rigorosamente secco, i contadini sono attentissimi a piantarlo entro l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata e viene raccolto a maggio. I baccelli, di grosse dimensioni rispetto ai piselli tradizionali, vengono ancora lavorati a mano e sgusciati ad uno ad uno. È un tipo di coltivazione che non richiede molta acqua per cui è in perfetta armonia con il territorio in cui si sviluppa, carente di risorse idriche.

La Fava, invece, qui chiamata Kuccìa” dal greco Kuamos, ha una forma più schiacciata rispetto alle varietà più comuni ed è molto resistente alla cottura perché il baccello non contiene più di cinque semi. Questo tipo di legume è molto diffuso sul territorio e fino allo scorso secolo ha rappresentato l’alimento principale fonte di proteine delle popolazioni del sud Italia, ça va sans dire che esistono tantissime ricette (e tutte deliziose) per cucinarla.  

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Noi abbiamo assaggiato queste due specialità coltivate e preparate dalla cooperativa di comunità Jemma, “sangue” in griko, che al motto di piantiamo semi coltiviamo comunità coniuga lo sviluppo del territorio con la tutela delle tipicità locali, l’occupazione e la sostenibilità valorizzando pratiche di risparmio energetico e di riduzione dell’impatto ecologico. Ha sede nel Laboratorio Urbano, istituito presso l’ex-mercato comunale, un polo dedicato alla cultura del km0, dove siamo stati ospitati per un ottimo pranzo, un vero e proprio percorso esperienziale di scoperta delle pietanze tipiche del paese. La cooperativa Jemma è inserita anche in un circuito virtuoso dal nome “Salento Km0”, un progetto interessante volto a raccontare il territorio attraverso i suoi prodotti tipici e i produttori locali che ne preservano l’identità, responsabilmente.

Da non perdere qui a Zollino la fiera di San Giovanni di giugno, dedicata al pisello nano e alla fava, occasione unica per assaporare tantissimi piatti a base di queste due vere e proprie eccellenze locali.

In questo piccolo tour in Salento abbiamo avuto la fortuna di riscoprire un territorio, spesso conosciuto solo per alcune località prettamente balneari ed estive, che si è raccontato attraverso le sue tradizioni più antiche. Abbiamo ascoltato molte storie di persone che questo territorio lo vivono e lo amano e si impegnano a preservarlo e valorizzarlo con grande amore e passione. Abbiamo camminato a passo lento, ci siamo fermati ad apprezzare scorci di grande bellezza e non ci hanno fatto sentire semplici ospiti ma parte della famiglia.

Un ringraziamento speciale all’amministrazione di Zollino, al suo sindaco Antonio Chiga al nostro tour manager Mauro Quarta, la nostra guida Mattia Manco Gregoriadis, ai compagni di viaggio e in particolare alla nostra amica 100% salentina Eleonora Tricarico.

250 Compagni di viaggio.

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