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Lo Yoga Day e il Solstizio d’Estate tra benessere e tradizioni

Lo Yoga Day e il Solstizio d’Estate tra benessere e tradizioni

14 Giugno 2019

Un articolo a cura di Eleonora Barbaresi

Eleonora Barbaresi

Eleonora Barbaresi, insegnante qualificata di yoga, ci racconta la magia del solstizio d’estate e come questo si sposa con questa disciplina orientale. 

Come ogni anno, in tutto il mondo si festeggerà lo Yoga Day, una ricorrenza indetta dal Primo Ministro indiano Modi per ricordare l’importanza dello Yoga.

Il giorno prescelto è il 21 Giugno, di rilevante importanza in molte culture del mondo sia per tradizioni che per simbologia.

Il 21 Giugno è, infatti, il Solstizio d’Estate, il giorno più lungo dell’anno, che segna il trionfo della bella stagione ma anche la fase calante del Sole che riprende il suo cammino discendente.

Già nei tempi antichi questo avvenimento era conosciuto e commemorato creando dei cerchi di pietre, come quello a Stonehenge, che avevano lo scopo di canalizzare l’energia aumentando la mistica forza che unisce cielo e terra.

Gli antichi testi vedici indiani parlavano di questa circostanza come di una conoscenza di ordine iniziatico.

I Celti festeggiavano il primo giorno d’estate con falò accesi per salutare l’oscurità dell’inverno e per scacciare gli spiriti maligni.

Per i Greci, il Solstizio d’Estate era chiamato ‘la porta degli uomini’ e rappresentava il passaggio tra il mondo dello “spazio-tempo” e quello del “non spazio-tempo”.

I Romani dedicavano la festa a Giano Bifronte, dio guardiano delle soglie e dei passaggi. Più avanti la Chiesa finì per sovrapporre questa usanza pagana alla festa di nascita di Giovanni Battista (il 24 Giugno), che ancora oggi rappresenta una data importante legata alla tradizione della “notte di San Giovanni” a cui sono associati molti riti della nostra Italia.

Le erbe spontanee, per le tradizioni solstiziali e di San Giovanni, hanno un ruolo importante perché in passato si credeva che, raccolte in questo periodo dell’anno, avessero un potere terapeutico maggiore.

Tra le piante solstiziali vanno ricordate il vischio, che i Celti raccoglievano con un falcetto d’oro il quale univa la forma lunare al metallo solare;  la felce, che rendeva fortunati; la verbena che portava prosperità; l’artemisia proteggeva dal malocchio; il sambuco, la calendula e l’iperico (detto anche scacciadiavoli) che attraevano fortemente l’energia solare; la ruta, la mentuccia, il rosmarino, il prezzemolo, l’aglio, la lavanda.  Ancora oggi, queste erbe si lasciano in un catino tutta la notte del 23 e il mattino successivo si usa l’acqua per lavarsi e purificarsi.

Una leggenda narra che nella prima mattina del 24 Giugno alcune donne si recavano nude a raccogliere le erbe nei campi, danzando e beneficiando della rugiada purificatrice creatasi durante quella notte magica. Da qui probabilmente sono nate le numerose storie di streghe, incantatrici e fattucchiere nella notte di mezza estate!

Come si nota, il Solstizio estivo suona in molte tradizioni come una sorta di capodanno in cui si chiude un ciclo per iniziarne uno nuovo e propiziatorio. Si avverte un cambiamento verso la rinascita della natura e della vita, si contrappongono i due opposti buoi e luce, acqua e fuoco, sole e luna, maschile e femminile, che si complementano.

È in questo giorno dall’atmosfera magica che si svolge lo Yoga Day, una giornata che può assumere un ruolo iniziatico importante per chi vuol sperimentare la pratica nel profondo e percepire gli effetti che una disciplina apparentemente fisica può creare in stadi più profondi di connessione con la natura, con l’universo e con il proprio mondo interiore.