Il blog di VeM

Il Messico che aspettavo da tutta la vita

Messico | Il Messico che aspettavo da tutta la vita

4 dicembre 2015

Il Messico è un viaggio che avevo sognato a 20 anni, ma che non ho mai accantonato nella mia mente di viaggiatrice, e quando il mio compagno me lo ha proposto ho cominciato a tirare fuori pile di libri da rileggere, entusiasta di poter soddisfare un sogno rimasto chiuso in un angolo del cassetto. Ma come sempre faccio all’inizio di ogni viaggio, ho cercato di tenere basse le aspettative, per non rimanere delusa. Beh… questo viaggio non mi ha delusa, anzi!!!

Siccome conosco un po’ lo spagnolo e siccome sia a me che al mio compagno piace essere autonomi ma nello stesso tempo siamo consapevoli del valore aggiunto che può dare a un viaggio l’affiancamento di una persona che vive lì da molto tempo, ho proposto di suddividere il viaggio in due parti: una parte accompagnata dal Colectivo che fa da referente locale a ViaggieMiraggi, e una parte da soli.

Come dicevo ho cercato di tenere le aspettative basse, ma le letture dei racconti del Sup e di Durito della Lacandona hanno cominciato a risvegliare in me quella curiosità di sapere, sapere cosa è davvero successo, cosa è cambiato e cosa sta succedendo ora, ma anche solo di vedere come è fatta una ceiba e che gusto hanno le tortillas nel loro paese di origine.

Ma Nico e Roberto mi hanno dato molto di più: bere birre (due per ogni ordinazione, e non lo decidi tu 🙂 ) accompagnate da botanas in una cantina di San Cristobal in una domenica pomeriggio insieme a tanti messicani o chiacchierare rilassati sulla riva di un lago, chi sdraiato in un’amaca chi seduto.

Partecipare a una festa di paese dove ognuno sembra avere una sua meta, arrampicarsi sopra le rocce su cui cade una cascata ed emozionarsi davanti a una ceiba illuminata dai raggi del sole, stare seduti su una piramide antica in mezzo alla foresta nel silenzio rotto solo dai pappagalli, ascoltare la storia di una donna che tesse come tessevano i suoi antenati Maya e che non ci nasconde di essere rinata da quando le è morto il marito!

E ancora parlare di diritti delle donne con donne timide che vivono in mezzo alla foresta, scoprire che la scena di un padre che coccola il suo piccolo è una scena nuova e che deriva dal diffondersi della filosofia zapatista, essere accolti ufficialmente da un gruppo di ragazzi che prende decisioni e rompere l’atmosfera di ufficialità con una canzone dei Gang 🙂

Insomma, apprendere un nuovo modo di vivere: quello basato sulla comunità e non sull’individuo e desiderare tanto poterlo esportare, ma diventare consapevoli che lì, in Messico, è tutto molto diverso…

Questo è solo il succo spremuto delle emozioni che mi ha dato una settimana in Chiapas.

Grazie ragazzi!

Simona

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