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Viaggio a Venezia: tour nella laguna resistente

Veneto | Viaggio a Venezia: tour nella laguna resistente

16 Agosto 2017

Ma che bella cartolina Venezia!

Le gondole, il romanticismo, i canali e tutti quei palazzi così vecchi.

Venezia assomiglia sempre più ad un set cinematografico.

Dietro la facciata, va scomparendo la vita che regola una normale città. I 30 milioni di turisti annuali hanno un effetto considerevole.

Panifici e ferramenta lasciano il posto a souvenir, maschere o all’ennesimo ristorantino o osteria.

Ecco perché si beve così tanto in laguna. Attraversi un ponte e un’osteria ti accoglie coi suoi vinelli. Ecco, forse questo non è così negativo.

Le case vengono date ai turisti piuttosto che a chi vuole costruirsi una vita in città e i trolley che sbattono contro gli scalini sono un suono familiare lungo le scale dei condomini.

Le grandi navi da crociera entrano lente come un elefante in un negozio di cristalli rilasciando la stessa quantità di smog di alcune migliaia di automobili. Sopra quei giganti sembra di essere alla Minitalia di Bergamo.

 

Sul Canal Grande non ci sono le barche a remi che morbidamente galleggiano ma vaporetti, taxi, mototope da trasporto che intasano nemmeno fossimo a Nuova Delhi e davanti a San Marco il moto ondoso è così forte che si potrebbe fare surf. Qualcuno ha paragonato Rialto ad un suk. Magari! Almeno si potrebbe trovarci qualche buona spezia invece di maschere di fabbricazione cinese.

Questa città è proprio bella e tutti la vogliono vedere. Tutti ne vogliono un pezzettino. Vengono da tutto il mondo. Dalla Nuova Zelanda al Messico. Dal Canada al Giappone. Una volta ho pure conosciuto una coppia del Suriname.

I più frettolosi vengono giusto il tempo di scattare qualche foto.

A volte mi ritrovo dalle parti di San Marco. Gioco a contare quanti abitanti incrocio. E’ una vera sfida.

 

Da ragazzino mi piaceva molto la Storia Infinita. C’è questo Nulla che va inghiottendo ciò che incontra. Una specie di nebbia che avanza inesorabile e rende tutto amorfo, privo di colore. Un nonluogo. Il Nulla ha già preso possesso di molte città bellissime. Barcellona, Parigi, Praga, Roma, Firenze. Le prime che mi vengono in mente. Forse il Nulla esce da tutte quelle macchine fotografiche. Ogni click, un pezzettino d’anima della città se ne va.

Qualche tempo fa abbiamo pensato ad un paio di tour che vadano nel senso opposto e li abbiamo intitolati Venezia Non Affonda e Venezia Ieri e Oggi.

Il primo tour è disponibile tutti i giorni mentre il secondo salpa in due date a settembre e ottobre 2017.

 

Abbiamo deciso di andare a conoscere il luoghi dove si prova a creare normalità. O a ristabilirla.

Abbiamo voluto mettere in piedi un anti-tour che mostri le storture del turismo di massa, la cattiva gestione del bene pubblico ma allo stesso tempo una cittadinanza la cui sola esistenza è resistenza.

Trekking urbano consapevole? Turismo d’inchiesta? Escursione ribelle? Tour solidale?

Con una barca raggiungiamo spazi e isole della laguna ancora legati ai lavori del mare e ai ritmi di un passato che a fatica si trascina verso l’incerto futuro.

Fare turismo sostenibile ci obbliga a fare i conti con l’ambiente in cui viviamo, con le mete che proponiamo e l’impatto che lasciamo nei posti che visitiamo. Lo stesso processo lo deve fare pure il viaggiatore nello scegliere la destinazione e nel modo in cui vuole conoscerla.

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