Il blog di VeM
Cambogia | Perché la Cambogia?
31 Agosto 2026
Perché la Cambogia? Questa è stata la domanda più frequente che ci è stata fatta, a cui non avevo una precisa risposta.
Racconto di viaggio di Sara
Ammetto che per varie ragioni è stata una scelta di ripiego. E così la risposta a questa domanda l’ho cercata in viaggio (l’ordine non è per importanza, ma per giorno di presa di consapevolezza):
- Dovevo scoprire qualcosa in più sul mio nome perché in sanscrito significa Dea danzatrice celeste delle ninfee. Apsara è una dea rappresentata ovunque, nata dalla tempesta dell’oceano di latte. Le danzatrici che ballano come lei, piegano le ultime due falangi in modo innaturale.
- Davanti alla flora e alla fauna mi entusiasmo come una bambina. E mi distraggo inseguendo insetti. Comunque ci hanno raccontato che Henri Mouhot è andato in Cambogia per ricercare le farfalle e ha scoperto Angkor. Io sono andata in Cambogia per visitare Angkor e mi sono ritrovata a inseguire farfalle.
Morale della storia: continuerò a inseguire insetti e animali vari perché chissà cosa potrei scoprire. - Le farfalle sono enormemente belle, ma basterebbe dire enormi.
- C’è molta povertà, più di quella che immaginavo. Avevo bisogno di un ritorno all’essenziale.
- Il passato di questo popolo è una grande ferita. Trovo inconcepibile come noi esseri umani possiamo essere così crudeli e insensibili verso gli altri ancora oggi.
- Ancora una volta mi dico quanto è importante l’istruzione e quanto la formazione può cambiarti la vita.
- le fotografie non descrivono al meglio ciò che vedono gli occhi.
- Avevo bisogno di prendere tempi lenti. Fanno tutto piano, parlano e rimproverano piano, ballano lentamente e perfino la luce della lampada si accende lentamente.
- Sto decisamente risvegliando il mio olfatto qui.
- Ma gli alberi che crescono sopra i templi e tra le pietre? Una potenza grande la natura.
- Sono e resto quella che abbraccia tutti (anche gli alberi), ma in fondo ho capito che ci si può voler bene anche a distanza e senza contatto fisico.
- I detti della guida Saveth meritano di essere collezionati. Ad esempio:
“Chi vive bene ha il tetto di tegole. Chi vive male ha il tetto di lamiera. Chi è povero vive nell’albergo a
1000 stelle.” Oppure la fatidica frase: “Vi siete ricordati di prendere quello che avete dimenticato?”
Sara Festini