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Diario di viaggio nel nord tra Transilvania e Maramureş

Romania | Diario di viaggio nel nord tra Transilvania e Maramureş

4 luglio 2018

Come sempre, siamo felici di ospitare sul nostro sito le parole e le immagini del nostro viaggiatore Piero. Ecco qualche estratto dal racconto di viaggio in Transilvania, dal suo blog Macondo Express.

Al di là delle montagne

Viaggio nel nord della Romania tra Transilvania e Maramureş, alla scoperta di una regione remota e ricca di storie e di culture, il cui fascino va ben oltre il mito di Dracula, e di una delle ultime civiltà contadine d’Europa.

di Piero Maderna

Anche quest’anno è arrivato il momento della mia dose annuale di Balcani, senza la quale non posso vivere. […] Siamo appena sbarcati a Cluj, una delle maggiori città della Transilvania. […] Insieme a Eugenio, che riabbracciamo sempre volentieri, ci accolgono Miki, il nostro autista, e Horia, la nostra guida transilvana, un uomo con un indiscutibile appeal (penso di poter parlare a nome delle signore del gruppo) e che parla uno splendido italiano. […]

Attraversiamo Alba Iulia, che ha un nome che più latino di così si muore e dove si può vedere una fortezza austriaca costruita nello stile delle fortificazioni di Vauban, l’ingegnere militare del Re Sole, per raggiungere poi Sibiel, dove ci fermiamo per il pranzo. Ormai è piuttosto tardi, siamo affamati e anche curiosi di assaggiare del cibo rumeno, qualcuno per la prima volta. Ci gettiamo quindi con una certa avidità sugli antipasti, seguiti da zuppa, semolino e sarma (involtini ripieni fatti con foglie di cavolo) con polenta e crauti.  […]

Il pranzo è allietato da un duo di musicisti che, con un sax e una fisarmonica, ci danno un assaggio di musica popolare rumena. Alcuni dei pezzi sono del genere doina, uno stile musicale di origine probabilmente mediorientale, suonato a orecchio e spesso basato su improvvisazioni, fatto di languide melodie e melanconiche canzoni che parlano d’amore, di dolore e della durezza della vita contadina. Ma ci sono anche brani un po’ più vivaci e qualche concessione a standard più internazionali  […]


Ma noi siamo a Sibiel per un motivo preciso: per visitare la vera attrazione di questo piccolo villaggio, che è il museo delle icone su vetro. In questo che è il più grande museo di icone su vetro del mondo, in uno dei più piccoli villaggi di Romania, sono raccolti circa 600 capolavori dell’arte popolare contadina prodotti in Transilvania tra il ‘700 e il ‘900.  […] Nacque, ad opera prima di artigiani venuti da fuori poi di pittori locali, un grande fenomeno di arte religiosa, praticata da pittori contadini che vi si dedicavano dopo il lavoro nei campi o quando la stagione non permetteva attività all’aperto. Erano contadini che dipingevano per contadini, perché poi queste icone non finivano nelle chiese ma nelle case ed erano il segno e l’espressione della religiosità della gente più umile. L’icona su vetro era più piccola, facilmente trasportabile e molto più economica.
Essendo un fenomeno di popolo, l’icona su vetro parte dalla tradizione ortodossa classica ma ne rielabora temi e stili con ispirazione originale, naïf nel senso più puro di questa parola. I soggetti più rappresentati sono la Madonna con il Bambino e la Madonna addolorata, mentre le numerose icone dedicate a Cristo rappresentano soprattutto la Natività, il Battesimo, l’Ultima Cena, la Crocifissione, la Risurrezione.

Viaggio in Romania
Foto di Piero Maderna

[…] Dopo aver visitato il museo e la chiesa del ‘700, ripartiamo verso Sibiu, che ormai è vicina.  […] Ci aspettano a cena. Il menù, a cura del locale Convivium Slow Food, prevede: zuppa di rafano, davvero una gustosa sorpresa. Poi un piatto tipico contadino rumeno, costituito da ravioli con ripieno di tuorlo d’uovo e cipolla, con polenta di farina macinata grossa; un piatto tradizionale, a detta di Horia, un po’ reinterpretato dallo chef.

Viaggio in Romania
Foto di Piero Maderna

Poi lingua con insalata di peperoni e rabarbaro caramellato, e ancora, per finire, torta di rabarbaro.
Il vino è un bianco sauvignon di Turda, vicino alla miniera di sale.

[…] La cucina di questa regione è particolarmente ricca grazie alla sua multietnicità: si contano 11 diverse influenze culturali. Forse per questo Sibiu sarà il primo distretto della Romania a diventare Regione Europea della Gastronomia nel 2019, dopo essere stata capitale culturale 2007.

 

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