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Laboratorio a Napoli “Racconti di viaggio e di migrazione con ago e filo”

Campania | Laboratorio a Napoli “Racconti di viaggio e di migrazione con ago e filo”

5 novembre 2018

Un articolo a cura di Stefania Persico

Stefania Persico

Dal 12 al 14 ottobre 2018 si è svolta a Napoli IT.A.CA’ Napoli: la 1° edizione del Festival del Turismo Responsabile “IT.A.CA’ migranti e viaggiatori” che prende luogo nella città partenopea. Il laboratorio “Racconti di viaggio e di migrazione con ago e filo” ha visto la realizzazione di una tela per mano di singoli cittadini e membri di associazioni impegnate nel sociale: la tela ha un valore simbolico, ovvero rappresenta l’unione di tante storie e culture che si intrecciano. 

 

‘Ogni viaggio è un nuovo ballo’, ‘si viaggia per ritrovarsi’, ‘stare con sé è il viaggio più bello’, ‘si viaggia per amarsi’

Frasi affidate a cartoncini colorati appesi tra due lampioni/totem raffiguranti un bimbo e una bimba stilizzati,  memoria di un tentativo di riqualificazione in favore dei bambini della zona, e pezzetti di stoffa colorata ritagliati a mano e sparpagliati come tanti coriandoli tra le panchine e le mattonelle di Largo Baracche.

Abbiamo scelto questa piazza, cuore dei Quartieri Spagnoli, per  stare insieme: scambiarci ago e filo, condividere chiacchiere e storie. Storie e emozioni che abbiamo affidato a una tela narrante, la nostra Tela del viaggio. L’occasione è stato It.A.CA’ migranti e viaggiatori, il Festival del turismo responsabile. Migranti, viaggiatori e It.A.CA’ (it a ca, sei a casa? in dialetto bolognese). Tre parole che racchiudono lo spirito del festival, e il motivo ci ha spinto a partecipare alla prima edizione che si è tenuta a Napoli dal 12 al 14 ottobre. Il viaggio come spostamento, incontro e accoglienza. Per viaggiare ci sono tanti modi: si viaggia macinando chilometri, aggrappandosi a carte e documenti, permessi e visti, superando confini. Si viaggia per incontrare e a volte per dimenticare. Ma si viaggia anche restando nello stesso posto: mettendo in gioco se stessi sfidando limiti personali, ricominciando da capo.

Foto di Paola Aucelli

I  nostri Viaggi in Campania sono iniziati proprio cosi: facendo incontrare migranti e viaggiatori a Castel Volturno, in una sartoria sociale che offre un’alternativa a donne migranti con un passato difficile. La sartoria si chiama la Casa di Alice, sorge in un bene confiscato alla camorrista Pupetta Maresca divenuta una casa dove si realizzano i sogni.

Dalla Casa di Alice, insieme alla sarte di Castel Volturno, Maureen e Path, siamo andati ai Quartieri Spagnoli di Napoli, per realizzare una Tela del viaggio. Una tela narrante che, con i suoi cerchietti di stoffa colorata, racconta emozioni, storie e incontri. Tracce di diversi vissuti  che hanno preso forma dalle mani di ognuno. Dalle mamme di Ponticelli, ad esempio, che con amore in tante occasioni hanno preparato il pranzo per i nostri viaggiatori. Dagli operatori dei Maestri di strada che lavorano per l’inclusione sociale di giovani che abbiamo conosciuto e apprezzato come Ciceroni nella periferia orientale di Napoli.

Foto di Paola Aucelli

Le storie hanno iniziato a intrecciarsi, le mani a incontrarsi e la tela ha iniziato a prendere forma. Katia ci ha fatto dono di un bellissimo disegno realizzato su una shopping bag (Sery by Che follia) durante un laboratorio di narrazioni serigrafiche della Cooperativa Sociale Era. La Stelle di desideri di Katia tiene insieme tutti i fili della tela.

La tela ha trovato casa, nei Quartieri Spagnoli che ci hanno ospitato, da Tina&Angelo, fruttivendoli che da oltre dieci anni offrono laboratori di cucina gratuiti per minori migranti e italiani.