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Viaggio a piedi tra natura e gioielli storico-culturali

Molise | Viaggio a piedi tra natura e gioielli storico-culturali

2 agosto 2018

Abbiamo chiesto al referente del nostro “Viaggio a piedi in Molise, tra natura e storia“, Antonio, di parlarci di questo viaggio che non solo è un viaggio a piedi in una natura pressoché incontaminata, ma è anche un’esperienza ricca di piccole chicche storico-culturali, come lui stesso le ha definite.

 

Qual è il valore aggiunto del viaggiare a piedi?

Il valore aggiunto di fare un viaggio a piedi è conoscere il territorio da un punto di vista insolito, da angolazioni che non è possibile raggiungere in altro modo, se non camminando.

 

Perché scegliere il Molise? Che cosa contraddistingue questa regione rispetto ad altre?

Il Molise possiede la minor densità abitativa d’Italia. Camminare in Molise significa camminare in una natura dominante dove è piuttosto difficile incontrare persone, ma nonostante tutto non si è neppure troppo lontani dalle comodità alle quali siamo abituati. Il Molise ha mantenuto vive le tradizioni della civiltà contadina (che erano diffuse in tutta Italia fino al boom economico) ed è ancora possibile, quindi, entrarci in contatto.

Poi, in Molise si mangia bene!

Le comunità che si conoscono sono molto piccole (500-600 persone) e quindi il contatto con la popolazione locale è molto facile.

 

Come descriveresti la natura del Molise che si attraversa durante questo viaggio a piedi?

La definirei diversa e dominante. Durante il trekking si passa da ambienti di collina ad ambienti di montagna e quindi la vegetazione cambia passo dopo passo. La natura, inoltre, è in buono stato di conservazione.

I punti che si raggiungono non sono raggiungibili con nessun altro mezzo, se non con i propri piedi, con i propri scarponi.

 

Ci racconteresti qualcosa degli incontri che si fanno durante il viaggio?

Nel Borgo di Pescolanciano incontreremo i giovani del paese, che hanno deciso di lottare contro lo spopolamento e la disoccupazione tramite la creazione di un birrificio artigianale. Oltre ad assaggiare dell’ottima birra avremo modo di poter conversare con loro del loro vissuto.

A Carovilli andremo a trovare un signore che ha un centro di turismo equestre; vive in un posto isolato, in un vecchio casolare di campagna, originale del 1800. È una persona carismatica che fa tanto per la valorizzazione del territorio.

Il terzo incontro è quello che si ha con la natura.

 

Qual è una delle tradizioni più radicate che si ha la possibilità di conoscere durante questo trekking?

Indubbiamente la transumanza.

L’antica via della transumanza parte dai Tratturi dell’Abruzzo, attraversa il Molise e arriva in Puglia.

In Molise i tratturi sono ancora visibili e percorribili nella loro interezza: a Pescolanciano vi è un tratto di un chilometro e mezzo ben conservato. Dalle dimensioni (110 metri di larghezza) è possibile rendersi conto anche delle dimensioni delle greggi; nessuna infrastruttura moderna può reggere il confronto!

Si tratta di camminare sulla storia.