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Un mare profondo di storie

Sardegna | Un mare profondo di storie

18 giugno 2018

Un articolo a cura di Angelica Brigas

Angelica Brigas

Sardegna, con i suoi milleottocento chilometri di coste, è spesso sinonimo di mare cristallino e spiagge caraibiche. Percorrendo il periplo dell’isola, tuttavia, si incontra una varietà incredibile di paesaggi, di “gente di mare” e di modi di vivere il mare. Infatti, se è vero che il mare in Sardegna è bello ovunque, diverse sono le opportunità che esso offre e molto spesso dipendono da che tipo di viaggiatori si è. Pensando alle tante località marittime della mia terra, si presenta nella mia mente un’immagine ossimorica: Costa Smeralda vs Costa Verde.

Costa Smeralda: “il luogo non luogo”

Chi non conosce la Costa Smeralda? Situata nel nord-est dell’isola, nella regione storica della Gallura, è “un luogo non luogo”, che sembra aver perso il legame con gli autoctoni e che di Sardegna, oramai, non ha più nulla. È quel luogo che la scrittrice Michela Murgia definisce “presepe di cartapesta”, in cui ogni angolo del mare “ha il suo padrone munito di barca” e dove “è difficile anche per l’occhio più incantato ignorare l’invadente presenza dei villaggi turistici in finto stile sardo” che, immersi nella macchia mediterranea, fanno tanto “parco disneyano”. È quel luogo, dove il mare “non è per tutti”: spiagge private, con tanto di selezione all’ingresso e i prezzi dei servizi inaccessibili ai più.

Costa Verde e Sulcis: perdersi tra mare e miniere

Dallo smeraldo al verde, sembra solo questione di sfumature, in realtà, parlando di coste sarde, la differenza è netta! Dal “villaggio patinato” di Porto Cervo, vi porto con me nel sud-ovest dell’isola a scoprire un territorio autentico, poco antropizzato, economicamente accessibile e dove tutte le spiagge sono libere: la Costa Verde e il Sulcis. Il nome “Costa Verde” deriva dalla folta macchia mediterranea che incornicia, in un quadro perfetto, spiagge di dune dorate e scogliere a picco sul mare, nelle quali, dominati da tanta bellezza, è facile perdersi e quasi perdere i sensi.

Buggerru-scogliera a picco sul mare

La spiaggia di Piscinas, patrimonio dell’Unesco, con le sue alte e sinuose dune di sabbia “vive” e modellate dal maestrale, è considerata, non a torto, una delle “meraviglie del Mediterraneo”; più a sud Capo Pecora, S.Nicolo, Portixeddu, Cala Domestica, Porto Flavia e poi giù fino a S.Antioco; tutti luoghi in cui la natura è stata davvero generosa, esprimendosi con tutta la sua forza creatrice.

Ma ciò che rende questo luogo assolutamente unico e diverso da tutto il resto dell’isola “è la combinazione tra una natura praticamente vergine e l’esistenza di uno dei complessi di archeologia industriale più belli e meglio conservati dell’isola: le miniere del Sulcis Iglesiente”. Da Montevecchio, nel territorio di Arbus e Guspini, fino a Carbonia e Iglesias, il paesaggio è tutto un susseguirsi di immensi complessi  minerari, incastonati in una natura selvaggia, un tempo sofferente, ma che ora  ha deciso di riprendersi i propri spazi.

Viaggio in Sardegna
Piscinas-resti del porto minerario

Durante il nostro tour di Settembre, vi porterò, insieme alla mie amiche e colleghe Mariposas de Sardinia, fino al ventre della madre terra, a vivere la profondità e le storie di questi  luoghi, in cui ancora oggi riecheggiano i passi dei minatori del secolo scorso: visiteremo il villaggio di Buggerru, luogo in cui il tempo sembra davvero essersi fermato e da cui partì, nel 1904, la prima rivolta sindacale del mondo industriale; scopriremo Porto Flavia, con la sua celebre galleria a picco sul mare, e ancora, il suggestivo villaggio minerario di Narcao, con il racconto dal vivo dei minatori e, tante, tante altre tappe… fino  all’estremo sud dell’isola: S. Antioco…

Viaggio in Sardegna
Porto Flavia-vista Pan di Zucchero

Un sorprendente “viaggio lento fino al Sulcis”, tra mare e miniere fantasma, che conduce alla bellezza, ma con consapevolezza, adatto a chi, come me, non si accontenta di conoscere in modo superficiale i luoghi, ma ama addentrarsi  nella loro profondità. Questa, dopo tutto, è la mia idea di mare responsabile: un mare profondo di storie.