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Viaggiare come artisti, dalle dolci colline delle Marche al cuore antico di Napoli

Campania, Marche | Viaggiare come artisti, dalle dolci colline delle Marche al cuore antico di Napoli

19 Marzo 2018

Un articolo a cura di Stefania Persico

Stefania Persico

di Gabriela Vallemani e Stefania Persico

Provate a lasciare in borsa gli smartphone durante un viaggio. Difficile eh? La voglia di catturare ogni istante è tanta, ed è facile, una volta rientrati a casa, ritrovarsi con la memoria del cellulare piena di selfie poi da cestinare.

Vogliamo proporvi due viaggi per andare in senso contrario: immergervi nei volti che incontrate, nei paesaggi e nelle strade che vi accoglieranno. Come? Con la pittura, il disegno. Perché? Perché l’arte non ha confini, perché l’arte è espressione di sé, è un dialogo con l’esterno, è restituire le proprie emozioni senza parlare. Si può fare arte all’aperto nei campi o nel bel mezzo di una metropoli; l’arte si può nutrire del silenzio di una vallata o dei suoni convulsi di una città; l’arte può raffigurare paesaggi o dimensioni umane contemporanee.  Per questo vi proponiamo due viaggi senza confini che, dalle dolci colline delle Marche vi condurranno fino al vivace contesto urbano di Napoli. Unico filo conduttore: mettersi in gioco e provare a fare gli artisti, anche se si conosce poco o nulla della pittura o dell’arte dei Madonnari.

 

Nelle Marche vi sono vedute che chiedono di essere ritratte: troppo poetiche, perfette, morbide per non essere immortalate. Quando i profili delle colline si insinuano nei nostri pensieri e il camminare tra i vicoli dei borghetti medievali ci fa sentire come indietro nel tempo ed evoca in noi suggestioni uniche, quando ciò che abbiamo di fronte a noi suscita emozioni, allora vale la pena fermarsi, assaporare il tutto più intensamente e fissarlo sulla tela.

Viaggio nelle Marche

Dipingere non è solo ritrarre ciò che abbiamo avanti, la nostra mano viene mossa dalle impressioni del momento. Disegniamo alberi che poi tingiamo col verde della nostra speranza, campi di giugno bagnati di luce che immergiamo nel giallo della nostra anima che anela al sole, cieli azzurri che intingiamo nel nostro desiderio di pace. Dipingendolo ci fondiamo col paesaggio, in un’esperienza ogni volta irripetibile ed unica.

Ma come appare il paesaggio agli occhi di un pittore? E quali colori la natura mette a disposizione per imprimere la tela? E come si riesce a raffigurare la luce che scalda la terra? Risponderemo a queste domande nel corso delle Painting Holidays, trascorrendo 4 giorni tra i borghi delle Marche in compagnia di un’artista che conosce il territorio e i suoi modi di fare tradizionali, che condividerà con noi nozioni sulla luce, l’osservazione e il disegno, le tecniche di misurazione e di scala, i vari stili pittorici dal disegno a matita fino alla pittura. Insieme a lui dipingeremo i colori forti delle stagioni e il nostro sentimento del viaggio e alla fine ne faremo un’esposizione perché l’esperienza può dirsi totale solo se condivisa.

 

A Napoli l’arte si respira ovunque: nei vicoli e nelle strade, prima ancora che nei musei e nelle gallerie. Per Matilde Serao è l’animo immortale della Sirena Partenope a rendere la città ebbra di luci e folle di colori. Uno dei primi a considerare Napoli e, in particolare il suo centro storico, una tela a cielo aperto fu Ernest Pignon Ernest: portò le opere di Caravaggio e Luca Giordano per strada. Corpi afflitti e angosciati appiccicati sui muri di vicoli, chiese, Viaggio a Napolisaracinesche. Le sue opere trovavano un significato nei luoghi che le accoglievano. Disegnava di notte. Chi passava di lì si incuriosiva, si fermava e conosceva così capolavori altrimenti soltanto rinchiusi nei musei. Era la fine degli anni Ottanta, il centro storico poco accogliente, lontano dall’attuale boom del turismo di massa. Un centro antico ricco di storia considerato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: vicoli e palazzi, ogni pietra, racconta di cultura, arte, dei popoli che qui si sono incrociati. Molti artisti lo hanno scelto per lasciare traccia e farsi ispirare. Ma non solo il centro, anche nei quartieri più periferici sono molte le opere di arte urbana: nella metro a Scampia dopo tante battaglie (quasi dieci anni) ci sono le riproduzioni dei murales di Felice Pignataro. Felice li realizzò più di trent’anni fa: arte in funzione di critica sociale. Più di recente, a Materdei, il quartiere delle Quattro giornate della Resistenza partenopea al nazi-fascismo, l’argentino Bosoletti ha dipinto una Partenope altra 15 metri. Il dipinto si trova sulla facciata di un palazzo, a fianco di una Asl occupata a scopo abitativo, i cui occupanti hanno fatto una raccolta fondi per procurare il necessario per la realizzazione dell’opera. Sono solo alcuni degli interventi di arte urbana disseminati per le strade di Napoli. Un modo diverso per conoscere e raccontare la città.

Con il Viaggio in Campania, weekend tra arte urbana e tradizionale a Napoli ci avvicineremo a una forma di arte di strada, quella dei Madonnari che con gessetti colorati e tanta pazienza danno colore al cemento. Raccontano storie sull’asfalto. Ci accompagnerà in questo viaggio una giovane artista burattinaia.

 

L’arte, dunque, sarà la nostra guida d’eccezione tra i sinuosi profili dell’entroterra marchigiano e nel cuore del centro antico di Napoli; con la pittura e il disegno avremo l’occasione di sederci, stringere la tavolozza sulla quale si mescoleranno i  volti delle persone che incontreremo, vedere i gessetti animarsi al suono delle storie che ascolteremo e portare a casa i luoghi che avremo vissuto, abbracciando le nostre emozioni dentro tele e fogli colorati.